La carriera di Gino Bartali non s'arrestò alla vittoria del Tour del '48. Tutt'altro. L'anno successivo, trentacinquenne, realizzò due miracoli piazzandosi alle spalle di Fausto Coppi sia nel Giro d'Italia sia nel Tour de France. Furono imprese memorabili, dell'uno e dell'altro. Nel Tour, l'inossidabile campione toscano fu a un passo dal doppiare i successi del '38 e del '48. Nel 1949, rinunciando ad attaccare il compagno di squadra in forte difficoltà in momenti decisivi della corsa. Nel 1950, abbandonando il Tour al termine della tappa Pau-Saint Gaudens in reazione agli atti intimidatori ricevuti da facinorosi sui tornanti pirenaici. Bartali vinse la tappa, Fiorenzo Magni salì al vertice della classifica, ma tutto lascia supporre che difficilmente sarebbe sfuggita al vecchio Gino la vittoria finale, troppo vistosa essendo la sua superiorità nelle decisive tappe di montagna. Non contento, Bartali salì oltralpe ancora in tre occasioni. Fu quarto nella classifica finale del 1951, nell'edizione vinta dal fuoriclasse svizzero Hugo Koblet, e ancora quarto nel 1952, anno della seconda affermazione in terra di Francia di Fausto Coppi. Nel 1953, alla soglia dei quaranta anni, l'ultima presenza bartaliana nella corsa di Francia: undicesimo, al traguardo di Parigi, ovunque accolto con l'affetto dovuto ai giganti della strada e di un'epoca. L'addio agonistico alle corse a tappe, definitivo, l'anno successivo, undicesimo al Giro dominato dagli svizzeri Carlo Clerici e Koblet. Ultima corsa del «pedale di Dio», il circuito di Città di Castello. Era il 28 novembre 1954: ventitre anni dopo l'esordio, allievo, al circuito dell'Antella.
I duelli con Coppi e una longevità incredibile
La carriera di Gino Bartali non s'arrestò alla vittoria del Tour del '48. Tutt'altro. L'anno successivo, trentacinquenne, realizzò due miracoli piazzandosi alle spalle di Fausto Coppi sia nel Giro d'...
