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Gli sceicchi l’eco-fairplay e l’Italietta

di Gianfranco Giubilo Continua, il calcio italiano, a inseguire quel salto di qualità che potrebbe riavvicinarlo all'élite europea, da tempo persa di vista. Ma il trend non si modifica, un mercato...

Continua, il calcio italiano, a inseguire quel salto di qualità che potrebbe riavvicinarlo all'élite europea, da tempo persa di vista. Ma il trend non si modifica, un mercato estivo per certi versi stanco e scontato è per chi dispone di risorse energetiche, petrolio o gas poco conta. Euro che volano come una polvere di stelle, il buon Michel Platini fermo ad ammirare un così affascinante firmamento. Del resto strascicano la erre anche quelli che del fair play finanziario, sbandierato come conquista irrinunciabile dall'Uefa, se ne sbattono altamente. Magari i club più illustri stentano a tutelare i loro stipendiati dai soprusi delle Nazionali, però sui giochetti che consentono di aggirare le regole sono molto preparati. Diciamo anche che certe norme meritano assoluto disprezzo, come il numero chiuso per gli extracomunitari, ma ci si domanda perché non venga abolita questa barriera stupida e razzista. Tanto è facilissimo acquistare giovani di paglia in Africa e liquidarli non appena si avvicina l'opportunità di un autentico «extra» da portare a casa. A Blatter e Platini manca un pezzo per completare la storica triade delle scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano, sarebbe facile trovarlo in Italia. Per il nostro campionato non si aprono orizzonti di gloria, Tevez e magari Mario Gomez i due arrivi di qualità, ma non di eccellenza, difficile che ti possano cambiare la vita un Llorente o un Callejon, nessuno pensa che riescano a bilanciare gli addii di Cavani, di Marquinhos e adesso anche di Jovetic, che da tempo si era offerto a mezzo mondo prima di trovare casa al City di Pellegrini. Per tornare ad ambiti finanziari più realistici per l'Italia, il colpo più costoso lo ha messo a segno la Roma con Strootman, ma De Laurentiis potrebbe ancora decidere di alleggerire il dindarolo che il Matador aveva riempito. Galliani piange miseria fino a intenerire, ma è uno specialista delle operazioni di fine mercato. Dalla prima amichevole attendibile della Roma, con i turchi del Bursaspor già quasi pronti per gli impegni europei, un solo dato di fatto: la volontà di Garcia di trattenere Osvaldo. E l'argentino non ha più tanta voglia di cambiare aria. Lo certifica l'entusiasmo con il quale ha raccolto il bel gesto di Totti, che gli ha lasciato il rigore del pareggio. Possibile che adesso la palla passi a Sabatini, ma tecnico e compagni sono sicuramente convinti che sostituire il loro capriccioso amico con un Gervinho non sarebbe un grande affare.

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