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Giornata nera per l'atletica: Tyson Gay e Asafa Powell positivi al doping

Il primatista americano dei 100 metri ha annunciato che non prenderà parte ai Campionati del Mondo in programma il mese prossimo a Mosca

Il primatista americano dei 100 metri, Tyson Gay, è risultato positivo ad un controllo antidoping e ha annunciato che non prenderà parte ai Campionati del Mondo in programma il mese prossimo a Mosca. Poco dopo la seconda doccia fredda per l'atletica mondiale: nella bufera è finita anche la Giamaica con la positivita' dell'ex primatista mondiale dei 100 metri Asafa Powell, per lo stimolante oxilofrine, e di altri quattro atleti, tra cui Sheron Simpson (oro ad Atene 2004 nella 4x100) e Nesta Carter (oro nella staffetta 4x100 a Pechino). Tutte glorie dell'atletica mondiale che dovranno saltare i mondiali in programma a Mosca a metà agosto. Gay non ha voluto rilevare la sostanza proibita trovata nelle analisi, ma ha detto che la positività gli è stata notificata venerdì dall'Agenzia Antidoping degli Stati Uniti dopo un test effettuato lontano dalle gare lo scorso 16 maggio. Gay ha diritto all'analisi del campione 'B', prima che la positività sia accertata in maniera definitiva. Parlando al telefono da Amsterdam, il 30enne Gay singhiozzando si è limitato a commentare: «Non credo si tratti di un sabotaggio. Mi sono fidato di qualcuno e sono stato tradito». Nel corso di questa prima parte di stagione, Gay era finalmente in perfetta forma senza infortuni dopo che in passato aveva avuto diversi problemi ai tendini del ginocchio, all'inguine e all'anca. In questa stagione Gay ha vinto i 100 e 200 metri ai Trials americani e avrebbe dovuto essere il grande avversario di Usain Bolt ai Mondiali. Alla domanda su chi fosse la persona a cui si riferisce, Gay ha risposto: «Non posso davvero dirlo. A volte un essere umano naturalmente, si fida delle altre persone. È questo che la gente fa». Tre volte campione del Mondo nel 2007, Gay era il primatista stagionale dei 100 metri con il tempo di 9’75 e a Mosca era tra i favoriti per una medaglia. E dire che solo pochi anni fa, lo sprinter americano aveva preso parte al programma della Usada «La mia vittoria», in cui gli atleti si impegnavano a gareggiare puliti. Nella sua testimonianza, Gay aveva detto, «Io gareggio pulito perché credo veramente nell'onestà dello sport e oltre a ciò, mia mamma mi ucciderebbe! Basta essere onesti». Gay ne ha parlato con i suoi compagni di squadra, amici e familiari, tra cui sua madre e sua figlia. «Sanno già che si è trattato di una sorta di incidente, o qualche tipo di cui non voglio usare certe parole, per farlo sembrare un incidente, perché so esattamente che cosa è accaduto, ma non posso parlarne ora», ha dichiarato ancora. «La mia carriera e il mio nome sono sempre stati al di soprea delle medaglie, dei record o qualcosa di simile. Ho sempre voluto un nome pulito», ha aggiunto Gay. L'americano non è voluto entrare nei dettagli, dicendo che non poteva «parlarne» quando gli è stato chiesto se la sostanza proibita potrebbe essere uno steroide. «Io affronterò qualunque pena mi verrà inflitta da uomo. Mi rendo conto e capisco che quello che ho messo nel mio corpo è di mia responsabilità. Ho intenzione di essere onesto con la Usada, su tutto, dirò tutto quello che ho assunto, tutti gli integratori che ho preso, ogni azienda da cui mi sono rifornito», ha concluso.

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