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La Snc Civitavecchia ripone i sogni nel cassetto

Vincenzo Bisbiglia La Snc Civitavecchia abbandona con la coda fra le gambe il sogno della massima serie. Una notte horror quella di mercoledì, che ha visto i portuali soccombere per 10-6 nella gara-...

La Snc Civitavecchia abbandona con la coda fra le gambe il sogno della massima serie. Una notte horror quella di mercoledì, che ha visto i portuali soccombere per 10-6 nella gara-2 della finale play-off contro la Canottieri Napoli, sconfitta che, facendo il paio con quella di sabato scorso in gara-1, ha segnato l’addio ai sogni di promozione in Serie A1. L’ennesima delusione. Dopo la retrocessione dello scorso anno e quella del 2009, intervallate dalle eliminazioni ai play-off del 2010 e del 2011. L’ultima promozione sul campo risale al 2008, nonostante l’arrivo in estate di campioni come la medaglia di bronzo olimpica Alessandro Calcaterra, il bomber Teo Djogas e Pedrag Zimonijc, prima portiere, poi allenatore, poi di nuovo portiere di riserva. E nonostante il budget a disposizione, che fra la sponsorizzazione dell’Enel e altre entrate si aggirava intorno ai 100mila euro, un tesoretto degno di una società di A1. «La stagione è stata soddisfacente – afferma un po’ malinconico il vicepresidente Simone Feoli – l’obiettivo non era la promozione, anche se ci speravamo». L’arrivo di Calcaterra era stato salutato da più parti come la chiave per la promozione immediata, ma il centroboa ha reso molto meno di quanto ci si aspettasse, un po’ per i problemi alla schiena che lo hanno tenuto fuori per 2 mesi, un po’ per l’eccessiva libertà accordatagli negli orari degli allenamenti. E poi le superiorità non sfruttate, carenza storica delle squadre di Marco Pagliarini, anche nella partita finale: 1 su 15 non può essere una percentuale degna di chi vuole salire in massima serie. Infine, le cessioni di Andrea Castello e Daniele Lisi, oltre ai mancati arrivi di Jacopo Mandolini e Giacomo Casasola: tutti hanno fatto decine di gol nelle rispettive squadre. Ora, come tutti gli anni, ripartirà il «processo». confermare lo staff tecnico e quello dirigenziale? Puntare su una squadra di soli giovanissimi per vedere i frutti fra 3-4 anni o costruire un instant team, magari acquistando di nuovo un titolo di A1? Con la spada di Damocle del contratto Enel che non è stato ancora rinnovato.

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