Pericolo ceco, vietato distrarsi. La nazionale di Cesare Prandelli cerca i punti della sicurezza per ribadire il primato nel proprio girone di qualificazione ai Mondiali brasiliani del 2014. La sfida di questa sera a Praga contro la nazionale della Repubblica Ceca è un impegno probante, una di quelle partite in cui si ha molto più da perdere che da guadagnare. Gli azzurri arrivano all’appuntamento con la consapevolezza di giocarsi molto: il vantaggio in classifica rispetto alle dirette inseguitrici è congruo, ma basterebbe un passo falso per rimettere tutto in gioco restituendo fiducia ed entusiasmo alle avversarie. Per questo il commissario tecnico nella sfida di questa sera andrà sul sicuro. Nessun esperimento per quanto riguarda la formazione iniziale che vedrà - come unica eccezione rispetto al blocco Juve-Milan - il romanista De Rossi. Poi sei juventini e quattro milanisti. «È una partita da vincere - ha dichiarato il ct azzurro dopo il sopralluogo effettuato allo stadio Generali Arena - è una sfida fondamentale, determinante. Qualora dovessimo fare un passo falso rimetteremmo in discussione tante cose: dobbiamo vincere». Prandelli sceglie un modulo consolidato, con quattro difensori, un regista, due mediani e un trequartista dietro alle due punte. Davanti a Buffon ci saranno Abate, Bunucci, Barzagli e Chiellini. In mezzo De Rossi, Pirlo e Marchisio. Montolivo giocherà a ridosso di Balotelli ed El Shaarawy. «La Repubblica Ceca è una squadra aggressiva - sottolinea il tecnico azzurro - hanno molti calciatori di esperienza internazionale, che giocano nei migliori campionati europei. Non sarà determinante il clima che si respirerà in questo stadio, conterà unicamente il nostro approccio». Prandelli pretende un atteggiamento propositivo dalla sua squadra che dovrà fare la partita. «Mi auguro di giocare novanta minuti nella loro metà campo». Le intenzioni del ct sono chiare, e trovano riscontro anche nelle parole di Balotelli, seduto accanto al suo allenatore durante la conferenza stampa. «Vorrei vincere i Mondiali, ma prima dobbiamo qualificarci - sottolinea l’attaccante - non mi sento il leader dell'Italia, perché in questo gruppo lo sono tutti. Da quando sono arrivato ho dimostrato tanto, e tanto devo ancora dimostrare. Razzismo? Prandelli ha detto che se dovessi uscire dal campo mi verrebbero tutti ad abbracciare. L’idea è originale, carina: ma conoscendomi, sarebbe difficile trattenermi». Servirà un Balotelli motivato per vincere la partita, e per scalare la classifica dei gol in azzurro che vede Gigi Riva in testa con 35 reti. «È difficile, ma io ci provo». L’Italia guida il gruppo B di qualificazione con tredici punti, con tre lunghezze di vantaggio sulla Bulgaria, e cinque sulla Repubblica Ceca. Un successo a Praga soffocherebbe le ultime speranze degli avversari odierni, in attesa della sfida casalinga del 6 settembre in cui gli azzurri - opposti alla Bulgaria - avrebbero la possibilità di chiudere i conti staccando il biglietto per Rio de Janeiro.
L’Italia di Prandelli a Praga per avvicinare Brasile 2014
Balotelli: «Voglio il Mondiale ma prima qualifichiamoci»
