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Il capitano giallorosso meritava un saluto

Peccato che la panchina capitolina, con la partita ormai andata a favore di Cantù, quando mancavano una trentina di secondi dalla fine, non abbia avuto la prontezza di pensare che quella di ieri sera...

P eccato che la panchina capitolina, con la partita ormai andata a favore di Cantù, quando mancavano una trentina di secondi dalla fine, non abbia avuto la prontezza di pensare che quella di ieri sera potrebbe essere stata l'ultima partita di Datome con la maglia della Virtus. La Nba è dietro l'angolo a meno che la sontuosa offerta pronta da parte di Milano, per mettere assieme come coppia d'esterni la premiata ditta Gentile-Datome, non vada in porto. Certo appare impossibile che questa bella storia d'amore, quella tra il riccioluto ragazzo di Sardegna e la Virtus, possa continuare. Per questo ieri sera Datome, il capitano, avrebbe meritato il cambio e la standing ovation. La gente lo ha inserito, per quella scelta di cuore estiva e per il favoloso campionato disputato, nel pantheon dei giocatori che hanno vestito i colori virtussini. Doti umane, tecniche e fisiche sono state il propellente con cui è stata innescata la miccia per questa stagione eccezionale. Che se anche terminerà domani sera a Cantù, ma ci sono ancora 40' da giocare con il coltello tra i denti, nulla toglierà all'impresa che questa truppa di ragazzi ha compiuto. Ecco perché al termine della gara il Palazzetto ha tributato alla squadra un caldo applauso. Il sogno della finale sembra allontanarsi ma quello che hanno compiuto Datome e compagni rimarrà scolpito nel libro dei ricordi.

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