Il Bayern Monaco è campione d’Europa, i bavaresi mettono in bacheca la quinta Champions League della loro storia. A Wembley la formazione di Heynckes supera il Borussia per due a uno. Decide a novanta secondi dal termine un gol di Robben. La partita è stata piacevole, al contrario della cerimonia di apertura organizzata dall’Uefa di certo non uno spot per la fratellanza tra i popoli: un campo di battaglia popolato di guerrieri medievali con l’armatura intenti a brandire asce e spade. Tanto per non farsi mancare nulla, in mattinata c’erano già stati scontri tra le opposte tifoserie a ridosso dello stadio. Arbitra il bolognese Nicola Rizzoli, sesto fischietto italiano cui è stato affidato l’onore della finale della Champions League. Si parte, col Borussia Dortmund più propositivo. Al 10’ Blaszczykowski si inserisce sulla destra, poi calcia fallendo il bersaglio. Tre minuti dopo Lewandowski cerca di sorprendere Neuer con un destro a girare che il portiere intercetta. Al 14’ l’estremo difensore bavarese è ancora costretto a intervenire coi piedi sul destro di Blaszczykowski. Il Bayern fa fatica, gli uomini di Heynckes appaiono quasi frenati al cospetto di un avversario mentalmente più sereno. Al 19’ Reus si invola verso la porta facendo valere tutta la propria rapidità: il sinistro in corsa scagliato dal limite costringe Neuer a salvarsi in angolo. Il pressing del Borussia è asfissiante, in fase di impostazione il Bayern trova non poche difficoltà a trovare spazi nella metà campo avversaria. Il Borussia ha maggior facilità di penetrazione: anche Bender si presenta al tiro, Neuer blocca senza affanni. Molti tiri in porta, poche occasioni. Ma appena il pressing del Borussia cala di intensità, i bavaresi si rendono subito pericolosi. Al 26’ Mandžukic impegna Weidenfeller con un colpo di testa ravvicinato, sull’angolo successivo Martinez anticipa tutti, senza trovare la porta. Il Bayern cresce ancora: alla mezz’ora Robben entra in area e calcia sul portiere in uscita fallendo un’occasione clamorosa. Dall’altra parte Lewandowski imita l’olandese, calciando su Neuer. Altro errore monumentale: gli attaccanti non brillano, ma anche le difese concedono troppo. Così, sull’ennesimo angolo per il Bayern, Müller salta indisturbato di testa, senza capitalizzare. Al 42’ Robben si presenta nuovamente davanti a Weidenfeller che si oppone con la faccia. Nella ripresa si riparte con gli stessi effettivi, ma lo spartito cambia. Il Bayern trova il vantaggio al 14’, dopo un’ottima giocata di Ribery, bravo a innescare Robben: il francese fa filtrare il pallone tra due avversari, l’olandese arriva sul fondo e mette in mezzo trovando Mandzukic che - solo davanti alla porta - mette dentro. Il Borussia prova a reagire, e trova subito al 23’ Dante interviene in maniera scomposta su Reus: Rizzoli indica il dischetto. Rigore. Dante, già ammonito, non viene sanzionato e resta in campo. Dagli undici metri Gündogan spiazza Neuer. Uno a uno. Ora il Borussia ci crede: Hummels ignora Lewandowski e calcia a rete senza trovare la porta. Gli uomini di Klopp spingono, prestando il fianco al contropiede. Al 27’ Müller salta anche il portiere, ma il suo tiro è intercettato da Subotic che toglie la palla dalla porta salvando un gol già fatto. A un quarto d’ora dal termine Alaba cerca la soluzione in diagonale trovando pronto Weidenfeller. La partita è bloccata, i due tecnici non cambiano neanche un uomo, lasciando invariati gli schieramenti iniziali in vista dei supplementari. Ma il Bayern, a novanta secondi dal termine, trova l’affondo vincente: Ribéry con un colpo di tacco magistrale, coglie di sorpresa la difesa del Borussia mettendo Robben in condizioni di battere a rete indisturbato: due a uno. Il Bayern vola sul tetto d’Europa. Il primo giugno i bavaresi andranno a caccia del triplete nella finale di coppa di Germania contro lo Stoccarda.
Bayern sul tetto d’Europa
Primo tempo con tanti errori, nella ripresa Mandzukic porta avanti i bavaresi. Poco dopo Gündogan pareggia su rigore ma all’89’ Robben segna il gol decisivo