La prima stesura progettuale dello stadio risale al 1927 con l'approvazione del piano generale dell'Opera Nazionale Balilla, redatto dall'arch. Enrico Del Debbio e comprendente l'Accademia Nazionale di Educazione Fisica, lo stadio dei Marmi e lo stadio dei Cipressi, immerso nella mirabile scenografia di Monte Mario. Alla costruzione dell'invaso dello stadio dei Cipressi, ultimata nel 1932, mise mano anche l'ing. Angelo Frisa, cui quattro anni dopo, per il completamento di opere murarie e di un piano di gradinate in travertino, si aggiunse l'impegno dell'arch. Luigi Moretti e dell'ing. Achille Pintonello. Nel maggio 1938, in occasione della visita romana del cancelliere del Reich Adolf Hitler, all'impianto furono aggiunte 24 torri provvisorie, una cinta muraria e parte delle tribune, ospitando un saggio ginnico e l'esecuzione in notturna del Lohengrin di Richard Wagner. Nel 1944, durante l'occupazione delle truppe alleate, l'impianto fu adibito ad autoparco. Nel 1950 il cantiere fu riaperto sotto la direzione dell'ing. Cesare Valle, del prof. Carlo Roccatelli e, alla sua scomparsa, dell'arch. Annibale Vitellozzi. Dopo l'inaugurazione del 1953, lo stadio ospitò i principali avvenimenti internazionali disputati in Italia, tra cui Giochi olimpici (1960), europei di calcio (1968), di atletica (1974), Coppa del mondo (1981, con l'aggiunta della nona corsia nella pista di atletica) e mondiali di atletica (1987) e, nel 1990, con l'inserimento della copertura, Coppa del mondo di calcio, preceduta, il 31 maggio, da una nuova inaugurazione alla presenza di Giovanni Paolo II.
Dalla visita di Hitler al parcheggio nel ’44
