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La Lazio ha risolto l’enigma

Hernanes regista basso e due punte per rafforzare l’attacco. Finito il digiuno del gol, i biancocelesti sono pronti per l’esame Inter

Il digiuno è finito. La goleada al Bologna ha cancellato in un colpo solo la lunga astinenza da gol, problema principale della Lazio negli ultimi tre mesi. Oltre quattro partite intere senza segnare - per la precisione 366 minuti, un tempo infinito - ma soprattutto una difficoltà inusitata nel creare gioco e trasformare le peraltro poche occasioni. I numeri del girone di ritorno ben fotografavano i problemi della Lazio: 12 reti segnate in 15 partite, penultimo attacco della serie A e la magra consolazione d’aver fatto meglio del retrocesso Pescara. Poi, però, quasi all’improvviso ma sicuramente non per caso, Vladimir Petkovic ha trovato la giusta soluzione. Il Bologna visto all’Olimpico, è fatto innegabile, non può rappresentare un test definitivo per il 4-4-2, ma il nuovo coraggioso sistema di gioco scelto dal tecnico di Sarajevo sembra ideale per affrontare le ultime gare di campionato - domani la trasferta contro l’Inter poi la sfida casalinga con la Sampdoria (si giocherà domenica alle 15 e non più sabato, quando si disputeranno Juve-Cagliari alle 18 e Catania-Pescara alle 20.45) e infine la trasferta di Trieste col Cagliari - e agguantare almeno il 6° posto, superando l’Udinese e garantendosi un posto in Europa League. Da quando ha perso Klose e subito dopo Mauri (inizio febbraio), la Lazio non è più riuscita a riproporre quei meccanismi perfetti ammirati nella prima parte di stagione. Intuite le difficoltà tattiche, per la verità, Petkovic ha subito cercato soluzioni alternative al rodato 4-1-4-1, sistema fondato sugli inserimenti dei centrocampisti, Mauri in particolare. Fallito l’esperimento di Siena - un 3-5-2 naufragato per le incertezze difensive e non tanto per le mancanze offensive - il tecnico di Sarajevo è tornato al sistema consolidato, penalizzato però dalle troppe assenze. I ritorni di Mauri (temporaneo) e Klose non hanno cambiato le cose, anche per le non perfette condizioni fisiche del tedesco. Contro il Bologna, però, Petkovic sembra aver trovato la giusta medicina: un 4-4-2 ordinato con Hernanes - ancora lontano dagli standard d’inizio stagione - arretrato nel ruolo di regista basso, Candreva e Lulic sugli esterni e due attaccanti, Floccari e Klose, bene integrati nei movimenti. Non è un caso se, dopo aver festeggiato la cinquina, Klose ha ringraziato Floccari per il lavoro svolto: «Per me è stato perfetto - ha spiegato il tedesco - Sergio mi aiuta a rubare palla e ripartire». Floccari ha subito ricambiato i complimenti («Miro è un campione, ha una mentalità incredibile») e ieri al coro si è aggiunto anche Libor Kozak: «La vittoria con il Bologna è arrivata al momento giusto - ha osservato il ceco ai microfoni di Lazio Style Radio - dobbiamo arrivare alla Coppa Italia con la qualificazione per l’Europa in tasca: ecco perché la gara con l’Inter è importante. Giocare con due punte è meglio, noi attaccanti non restiamo soli. Ci siamo trovati bene, speriamo di continuare così». Un messaggio chiaro per mister Petkovic: per battere l’Inter e sognare l’Europa bisogna insistere con le due punte.

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