Dominio dell’Australia ma vittoria bielorussa nella 68/a edizione del Gran Premio della Liberazione, una delle più importanti gare internazionali riservate alla categoria Under 23 che si è svolta ieri sulle strade che costeggiano le Terme di Caracalla. Il successo è andato al bielorusso Ilia Koshlevoy al termine di una bella azione solitaria che ha costretto alla resa l’australiano Phelan sul circuito difficile, da ripetere 23 volte, che come al solito non ha disatteso le aspettative degli appassionati. È stata infatti una gara molto vivace, favorita anche da un percorso che sulla carta può sembrare semplice da affrontare, ma i continui saliscendi e le curve strette rendono sempre imprevedibile questa corsa dall’albo d’oro prestigioso: in passato hanno infatti trionfato a Roma Gianni Bugno, Paolo Valoti, Daniele Colli, e in anni più recenti Matthew Goss, Sacha Modolo e Matteo Trentin. Il «mondiale di primavera», come viene ormai soprannominato il Gp Liberazione per via della presenza di atleti provenienti da ogni parte del mondo, è stato animato fin dai primi chilometri da una fuga all’interno della quale si è messo in luce l’australiano Damien Howson, atleta che può vantare nel proprio palmarès un bronzo mondiale a cronometro nella categoria dilettantistica: il corridore è andato in fuga nel secondo giro insieme ad altri due atleti, ma alla dodicesima tornata ha lasciato la loro compagnia per provare l’azione solitaria. Howson ha avuto molto coraggio, ma a pochi chilometri dalla conclusione è stato ripreso. La corsa è poi esplosa nell’ultima tornata, quando l’altro australiano Adam Phelan e il bielorusso Ilia Koshlevoy si sono lanciati in un attacco per evitare la volata di gruppo: l’azione è buona e negli ultimi metri il bielorusso è andato a vincere in solitaria, staccando il compagno di fuga e succedendo così a Enrico Barbin, professionista della Bardiani-Csf che dodici mesi fa alzò le braccia al cielo su questo traguardo. Il gruppo è stato regolato da Alberto Bettiol, terzo e primo degli italiani all’arrivo. «Sapevo di poter vincere solo staccando gli altri, in volata non riesco ad andare forte - ha spiegato subito dopo l’arrivo Koshlevoy, bielorusso che vive però in Italia da quattro anni - quindi mi sono posto l’obiettivo di tentare la fuga solitaria e ci sono riuscito». Per l’atleta del team Big Hunter è la prima vittoria tra i dilettanti e coltiva il sogno di fare il salto di qualità: «Spero che questo prestigioso successo mi sia di aiuto per entrare nel mondo dei professionisti». Soddisfatto è anche Bettiol, che oltre ad essere il primo degli italiani è stato premiato anche come miglior Under 21 in gara: «Forse mi sono mosso un po’ tardi, ma un terzo posto al Liberazione è un traguardo importante - ha affermato il capitano della Mastromarco - La condizione sta crescendo e sono pronto per le prossime corse, nelle quali spero di far bene».
A Caracalla si parla bielorusso
Ciclismo Nella Gp Liberazione per under 23 trionfa Koshlevoy Bettiol primo degli italiani in una gara vinta in passato da Bugno
