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Moratti vuole la coppa e Strama conta i superstiti

Con quasi tre mesi di ritardo sulla tabella di marcia, Stramaccioni raccoglie i cocci della sua Inter, provando a rimanere aggrappato all'ultimo obiettivo stagionale rimasto. I musi lunghi che accompagnano le giornate di casa nerazzurra non fanno più notizia: così come la possibilità che la società cambi la guida tecnica nella prossima stagione. Sfortuna e non solo per il tecnico romano, che nell'attesa di giocarsi domani a San Siro il ritorno della semifinale di Coppa Italia proprio contro la sua ex squadra (passata avanti anche in campionato), fa la conta dei superstiti. Dopo aver incassato i forfait di Milito, Palacio e Cassano, Stramaccioni dovrà far fronte anche al recente stop di Nagatomo e Gargano: menisco rotto per il primo e lesione muscolare di terzo grado per l’altro, entrambi finiscono qui la stagione. L’ennesima tegola che si andrà ad aggiungere alle squalifiche di Guarin e Pereira. E mentre le condizioni di Chivu e Stankovic destano ancora preoccupazioni, il pensiero interista si rivolge anche alle ultime conduzioni arbitrali. Domani la gara sarà affidata a Bergonzi, lo stesso direttore di gara della sfida di campionato: una designazione, che anche Ricky Alvarez spera possa essere diversa dalle ultime. «Stanno fischiando cose inesistenti nei nostri confronti. Malafede? A volte mi viene da pensare». Il presidente Moratti, nel giorno in cui la Saras ufficializza la cessione di una parte delle quote ad un gruppo petrolifero russo, ha provata a tenere alta comunque l'asticella dell'attenzione: «Ce la giochiamo comunque nonostante le assenze. La Coppa Italia è il nostro ultimo obiettivo». Condiviso con la Roma.

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