Una ventata di entusiasmo, dinamismo e vivacità sotto la pioggia che allarga cuore e sorrisi e fa sembrare il futuro un orizzonte azzurro gonfio di ottimismo. Stile Mancini prima versione. È tutto vero, l’Italia non è quella troppo brutta per essere vera che si era esibita, timida e timorosa, venerdì scorso all’Olimpico contro il Belgio. Ce n’è anche un’altra che sa vincere, divertire, dominare l’avversario e meritarsi il massimo dei voti. E magari rendere meno pesante anche quell’atmosfera da lunghi coltelli che sta vivendo anche sul fronte federale con l’incubo commissariamento sempre più incombente. Chiamata a una immediata reazione per dimostrare soprattutto a se stessa le proprie qualità, l’Italia di Mancini contro la Turchia, nel catino formato ‘coccodrillo’ dello stadio di Bursa, si ‘mangia’ la Turchia per 4-1 uscendo stavolta tra gli applausi e lasciando i fischi ai padroni di casa.
Con una prima mezz’ora che per alcuni tratti ha fatto stropicciare gli occhi a chi aveva ancora in mente quell’Italia tutto grinta e brio arrivata al titolo Europeo 2021, gli Azzurri hanno piegato la squadra di Vincenzo Montella mostrando personalità, coraggio e soprattutto una caratteristica tanto cara al ‘Mancio’, quella del divertimento che per la filosofia del ct marchigiano non deve mai mancare per vincere. L’incubo dell’ultimo posto nel girone con annesso pericolo retrocessione in League B è al momento scacciato, ora non resta che proseguire su questa linea nella sfida contro la Francia in trasferta per capire se quello di Bursa è l’orizzonte giusto su cui orientarci. A briglie sciolte, senza pesi e corazze psicologiche, l’Italia ha dato dimostrazione di poter essere squadra, avere gioco e qualità.
Nel rivoluzionarla rispetto alla sfida con il Belgio (otto cambi rispetto al match contro il Belgio) per capirne anche il valore delle forze a disposizione, il Mancio getta nella mischia tre debuttanti come Kayode, Ruggeri e Sebastiano Esposito schierato in attacco dal primo minuto in coppia con il fratello Pio per un tandem di famiglia che in Nazionale non si vedeva dal novembre del 2000, dallo schieramento di Simone e Filippo Inzaghi contro l’Inghilterra. Rivoltata l’intera struttura ma al di là dei singoli è l’atteggiamento della giovane Italia che si rivela subito diverso rispetto a quello dimesso di venerdì. L’avvio è violento, propositivo, vivace, fatto di corsa, pressione, ritmo e determinazione, tutti elementi che mettono subito in difficoltà la Turchia che non riesce a contenere gli argini della marea azzurra. Al 9′ l’Italia è già in vantaggio: su un calcio d’angolo provocato da un destro di Pio Esposito, Bastoni sfrutta una disattenzione di Celik e con una girata sporca infila il pallone sotto la traversa spazzando via in un colpo solo la notte da incubo di Zenica e un anno orribile.
Preso il gol la Turchia barcolla, l’Italia spinge e raddoppia al 22′ con Frattesi che, in tap-in, batte Bayindir dopo la corta deviazione sulla conclusione precedente di Kayode. È un’Italia che si diverte, gioca in piena scioltezza, senza ansie e cinque minuti dopo cala il tris con il debuttante Kayode che questa volta, riesce a battere Bayindir col suo destro in area dopo l’assist di Pio Esposito. È stata la stessa azione di poco fa. In quel frangente, Kayode non era stato perfetto nella conclusione, questa volta va a segno. ‘Mancio’ sbraita però, non si accontenta e non vuole cali di concentrazione, quelli che ad inizio del secondo tempo costano la rete di Yilmaz al 47′ a porta spalancata che restituisce speranze alla Turchia. Ma durano lo spazio di una manciata di minuti.
Cambiaghi entrato nella ripresa al posto di Raspadori mette al limite per Tonali che prende il palo, sulla respinta in tuffo di testa Pio Esposito ristabilisce al 50′ le distanze. Serve però un’Italia più attenta, lucida e ruvida, pronta ad arginare le fiammate di orgoglio di una Turchia ferita. Dopo un’ora di gioco esce Sebastiano Esposito protagonista di una prova eccellente all’esordio per Doumbia e Mancio nel voler dare più ordine, attenzione e compattezza si affida alla panchina restituendo fiducia a Romano entrato al 75′ insieme a Scamacca al posto di Fagioli e Pio Esposito. Si deve lavorare anche con la psicologia per dare coraggio ad una Italia giovane che ha tanta voglia di crescere.
Il poker vincente in Turchia è un tassello importante di un ciclo appena avviato che sta maturando in un ambiente di pressione massima che si sta invece vivendo sul fronte federale per via del possibile commissariamento. Nelle stanze del Coni sono arrivati i primi pareri legali da alcuni dei saggi giuristi incaricati sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla Figc. “Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura”, è uno dei passaggi, quasi scontati alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane, ma sarà ora interessante conoscere le argomentazioni a riguardo per poi capire se si arriverà al commissariamento e all’annullamento delle ultime elezioni. Ora spazio però all’Azzurro e alla sfida con la Francia a punteggio pieno (battuto nel finale anche il Belgio) per la terza delle quattro gare in due settimane. C’è un’Italia ritrovata e divertente che ha restituito il sorriso un po’ a tutti.
