Editoriale

Ranucci-Mottola? Si abbonino a Il Tempo...

Tra Ranucci e Mottola, come Il Tempo vi racconta oggi, siamo ormai al reciproco lancio di pesci in faccia.

Anzi: «Poissons à la figure», avrebbe detto Carlo Dapporto con quel suo francese da operetta, inventato apposta per sottolineare l’assurdità comica di una scena.

Due autoproclamati titani dell’informazione indipendente che si accapigliano a suon di cachet, inchieste altrui e dignità ferita. Uno spettacolo. Quasi un format.

Report, pesci in faccia Ranucci-Mottola (sulle cifre rivelate da Il Tempo)

La cosa più pirotecnica, però, è l’uso de Il Tempo come fonte. Ve le ricordate, quelle cifre di agosto? Il nostro scoop «Reportopoli» sui costi della trasmissione e sugli stipendi.

Distinguemmo lordo e netto, precisammo che qualche voce di costo poteva gravare sugli inviati, ma i numeri restavano impressionanti, anzi faraonici. Faraonici nel senso stretto del termine: piramidi, corteo, tesoro, e un popolo che paga il biglietto.

I faraoni la presero malissimo. Prima dissero che i dati «non erano veri» (ed erano veri). Poi che erano «riservati». Poi ci chiesero: ma come diavolo li avete avuti? Nel dubbio, via agli insulti e ai complotti mondiali: Peter Thiel, Il Tempo, Esperia e chissà quale loggia intergalattica. Roba da matti. Roba da consiglio di amministrazione della paranoia.

E adesso? Adesso ci citano. Ranucci brandisce l’inchiesta che non voleva pubblicassimo per spiegare che Mottola è strapagato: 330 mila euro. Meraviglioso.

Prima eravamo i cattivi che svelavano i conti; ora siamo l’archivio ufficiale della querelle. Prima ci chiedevano da dove venissero i numeri; ora quei numeri diventano mazza da baseball. Prima il silenzio oltraggiato; ora la nota a pie’ di pagina.

Tutto fantastico. La morale è da libretto d’opera buffa: quando i numeri fanno comodo, smettono di essere un complotto e diventano giornalismo. Quando non fanno comodo, sono una violazione, un’invasione, quasi un attentato alla Repubblica.

A noi resta un solo, umile suggerimento.

Si abbonino a Il Tempo. Così le cose le sapranno prima, e magari eviteranno di scoprire i propri stipendi dalle colonne di chi avevano appena definito inaffidabile. Costa meno di un cachet.

E, soprattutto, evita di dover lanciare pesci in faccia in diretta.

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