Editoriale

Suppletive di Reggio Calabria. Da Ohio d’Italia a trafiletto è un attimo

Tranne Il Tempo, le suppletive di Reggio Calabria sono sparite dalle altre prime pagine dei giornali di ieri. Ma come? Fino alla vigilia era il nostro Ohio, il test decisivo, l’onda nera, Vannacci alle porte, il termometro della nazione. Un collegio, un seggio, e già si scriveva la storia d’Italia. E invece il centrodestra ha vinto. Roscioli sopra il 51, il campo larghissimo sotto il 37, il generale con le polveri bagnate intorno all’11. Il centrosinistra non è riuscito a strappare la vittoria neanche con l’aiutino mediatico, l’affluenza da funerali e la solita liturgia del «voto utile».

Allora, contrordine compagni: meglio smorzare. Meglio derubricare. Meglio trasformare l’appuntamento «decisivo» in una nota di cronaca, da relegare in un trafiletto dopo lo sporte prima del meteo. È davvero curiosa, questa semisparizione. Non è che il voto sia cambiato: è cambiato il verdetto. Quando la realtà non conferma lo storyboard, lo storyboard viene ritirato in silenzio. Niente paginoni, niente titoloni, niente talk da tre ore sul «segnale» e sulla «svolta». Il segnale, evidentemente, era quello sbagliato.

Immaginate, solo un attimo, lo spettacolo inverso. Se il centrodestra avesse perso, se Vannacci avesse «sfondato», se il campo largo avesse messo il naso davanti: prime pagine come lenzuola, editoriali da messale, sondaggisti in trance, moralisti in estasi. «L’Italia ha parlato». «Meloni trema».«Fine del ciclo». Avremmo avuto Ohio, Sassonia, Waterloo e forse anche Waterloo due. Invece ha parlato Reggio, con i numeri che sapete. Un centrodestra ancora compatto, un’opposizione che non vince neanche quando le carte sono segnate a suo favore, un generale che scopre che tra il libro e la scheda c’è di mezzo il voto utile. Poca roba, direte. Troppa, però, per chi aveva già scritto il copione.

Ecco il punto, cari compagni della redazione unica: non vi dà fastidio il voto. Vi dà fastidio quando il voto non vi dà ragione.Allora l’Ohio diventa un paesino, il test decisivo una suppletiva qualsiasi, e l’onda nera una capatina al mare.Finché nontorna comodo.Allora, miracolo: Reggio Calabria tornerà capitale d’Italia. E la prima pagina, di colpo, si ricorderà dov’è lo Stretto. Magie del mestiere.

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