Da Marassi arrivano brutte notizie per la corsa delle romane al terzo posto. L’atteso anticipo tra il club più antico d’Italia, il Genoa (che nell’occasione celebra i suoi centoventi anni) e quello più titolato del mondo, il Milan, finisce con la vittoria di quest’ultimo per 2-0. E ora Lazio e Roma dovranno rispettivamente battere la Fiorentina all’Olimpico domani sera e l’Udinese in Friuli stasera per mantenere il passo dei rossoneri, che invece possono partire con serenità per Barcellona. Il successo di ieri è stata un’ulteriore iniziazione di morale e autostima in una squadra che sta vivendo un gran momento e che non è sembrata affatto condizionata dal match di Champions che l’attende al Camp Nou. Sul risultato di Marassi, però, ha pesato moltissimo la pessima direzione dell’arbitro Damato e dei suoi assistenti. Basti ricordare che nel primo tempo hanno sbagliato in tre delle quattro occasioni in cui il Genoa ha chiesto il rigore. Ci riferiamo al fallo di mano con cui Niang ha deviato in angolo il colpo di testa di Borriello al 33’ e alla spinta dello stesso Niang a Granqvist al 39’. Due casi in cui se Damato avesse accordato il penalty al Genoa ci sarebbe stato poco da dire, proprio come al 16’, quando si era ancora sullo 0-0, per la spinta di Zapata a Bertolacci. Solo nel fallo di mano di Zapata sul colpo di testa di Portanova al 27’ si può dire che probabilmente Damato ha fatto bene a lasciar proseguire. Una decisione indovinata su quattro, scrivevamo, ma nelle rimanenti tre, nel dubbio, come mai gli arbitri hanno sempre deciso a favore del Milan, salvo poi perdonare Bertolacci per la pericolosa entrata a gamba tesa su Muntari alla fine del primo tempo? Coscienza sporca? Interrogativi pesanti come macigni che hanno surriscaldato gli animi del pubblico genoano e quelli dei giocatori in campo, tanto che al 67’ è scoppiata una brutta rissa tra Bovo e Constant che ha portato all’espulsione di quest’ultimo per doppia ammonizione, mentre Allegri, inviperito, dalla panchina gridava ai suoi: «Calma, ci stiamo giocando il campionato». In quel frangente, con il Milan avanti per 2-0, i rossoneri tutto dovevano fare meno che farsi prendere dai nervi. Gli stessi che hanno tradito Constant, uscito dal campo mentre prometteva a Bovo di aspettarlo negli spogliatoi. Brutta scena. In dieci contro undici il Milan si è stretto intorno ad Abbiati, autore di due grandi parate con le quali ha blindato le splendide reti di Pazzini, che al 22’ ha segnato da zoppo, tanto che è stato sostituito due minuti dopo da Balotelli e da quest’ultimo (60’). In mezzo il palo colpito da Bovo su punizione al 50’ che avrebbe potuto cambiare il corso del match, nonostante Damato.
Il Milan non si ferma più
Il Genoa perde e protesta per tre rigori negati Decidono Pazzini e Balotelli. Espulso Constant
