Due bambini si tengono la mano. Lui è Giorgio Chinaglia, 8 anni e fisico massiccio, è intento a proteggere la sorellina di 5 anni. Siamo in Galles nella metà degli anni ’50. I due fratellini sono partiti dalla Toscana per raggiungere i genitori, emigrati già da qualche anno in cerca di un futuro migliore. È l’inizio della storia di un campione. La racconta Franco Recanatesi nel libro «Io sono Giorgio Chinaglia!». Inviato al seguito della Lazio negli anni in cui Chinaglia ne era il condottiero indiscusso, Recanatesi conserva ancora oggi un ottimo rapporto con molti giocatori di quella squadra. Questo, insieme ad una minuziosa e lunga ricerca, ha permesso all’autore di mettere insieme i tasselli della vita di Chinaglia, raccontando episodi curiosi che descrivono bene il personaggio. E così, dopo l’adolescenza in Galles, ritroviamo Giorgio giovane calciatore alla Lazio. Sono gli anni ’70, gli anni del terrorismo, degli scontri di piazza, delle domeniche a piedi, della legge sul divorzio e sull’aborto, gli anni delle prime radio libere. Chinaglia è il leader di un gruppo che, nonostante viva in un mondo protetto, rispecchia in pieno questo periodo. Insieme a Wilson, Oddi, Re Cecconi, vive "sopra le righe", ma la domenica in campo trascina la Lazio. La gente vede in lui il riscatto da una vita difficile e la convinzione che tutto sia possibile. Ma l’essere irriverente, a volte provocatorio, suscita invidie, rancori e gelosie. Chinaglia diviene presto il personaggio più amato ma anche più odiato e si rifugia in America diventando subito l’idolo dei suoi nuovi tifosi. Negli anni ’80 torna come presidente della Lazio ma fallisce per la troppa passione che lo porta a fidarsi delle persone sbagliate. Di nuovo in America, assiste l’11 settembre 2001 al crollo del World Trade Center e del suo ufficio, situato proprio in una delle torri. Conduce una vita sempre più solitaria. Il rimorso per i tanti errori, la nostalgia per la Lazio e per l’Italia, dove non può più tornare, lo portano velocemente verso la fine. Il 1 aprile 2012 si addormenta per sempre. Tornerà in Italia e riposerà accanto a Tommaso Maestrelli, allenatore della sua Lazio, l’uomo che più di ogni altro lo ha compreso. Leggendo il libro di Recanatesi capiamo che Giorgio non morirà mai nel cuore della gente. Giorgio è eterno. Perché? Perché lui è Giorgio Chinaglia!
Giorgio tra odio e amore
