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«Tutto falso pronto al test dna»

La reazione di Mario Cipollini riguardo un suo coinvolgimento nell’Operacion Puerto arriva attraverso una lettera scritta dal proprio avvocato Giuseppe Napoleone, il quale smentisce «categoricamente le infondate ed assurde accuse mosse al mio assistito. I documenti pubblicati non sono in alcun modo riferibili allo stesso. Il numero di fax che compare sulla tabella incriminata, che secondo la suggestiva ricostruzione giornalistica sarebbe riconducibile al Sig. Cipollini, non è un numero di fax, bensì un numero telefonico italiano non intestato al mio cliente, peraltro annotato manualmente. A tal proposito occorre evidenziare come il Sig. Cipollini sino a tutto il 2004 fosse residente nel Principato di Monaco», mentre il numero di fax annotato era quello della sua casa di Lucca. L’ex velocista sarebbe quindi disposto anche a sottoporsi al test del DNA. Nel frattempo non mancano le reazioni da ogni parte del mondo, su tutte quelle del tennista iberico Rafa Nadal: «Non capisco perché il dottor Fuentes non faccia i nomi degli atleti che sono andati da lui. Dobbiamo pulire l'immagine del tennis, ci sono molti sospetti sugli spagnoli». Tornando al ciclismo, non è mancato il commento del presidente della FCI Renato Di Rocco, che in una nota ha sottolineato come il caso di Cipollini faccia parte di uno «stillicidio di notizie provenienti da un passato oscuro, che non appartiene più al nuovo ciclismo. Sono le scorie di quel sistema che abbiamo lasciato definitivamente alle spalle». Gli abitanti dela città di Lucca restano comunque vicini al proprio campione.

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