Inizia il count down per le elezioni alla presidenza del Coni. È corsa a due tra l'ex segretario generale del Comitato Olimpico Raffaele Pagnozzi e il presidente del circolo Canottieri Aniene Giovanni Malagò che ieri ha presentato la sua squadra in un liceo romano. Ma non tutti hanno risposto alla convocazione, perché già arruolati nell'altro schieramento. È il caso del presidente del Cip Luca Pancalli, già candidato alla poltrona di segretario generale con l'eventuale «governo» Pagnozzi. «Sono sorpreso - ha dichiarato Pancalli vedendosi proporre la medesima carica da Malagò - a suo tempo ho fatto una scelta, e resto su questa posizione nel rispetto di quei principi di coerenza e trasparenza: sostengo Pagnozzi». La conferenza stampa del liceo Azzarita ha fatto emergere nuovi particolari: la poltrona di segretario generale era già stata precedentemente offerta da Malagò anche al presidente della federciclismo Renato Di Rocco, anche lui schierato con l'opposizione. «Mi ha detto che se fosse stato eletto lui alla presidnza, avrebbe voluto me come suo segretario generale - afferma il numero uno della federazione ciclistica parlando di Malagò - ora esce fuori la storia di Pancalli. Vuol dire che aveva pensato che a fare i segretari saremmo stati in due...». Sostenuto da Gianni Letta e da alcuni presidenti federali come Abbagnale (canottaggio), Miglietta (badminton) e Fraccari (baseball) Malagò ha nuovamente attaccato il Palazzo, ribadendo l'esclusione del calcio dalla Giunta Coni nella sua eventuale presidenza. Che tanto eventuale non dovrebbe essere, almeno a sentire il diretto interessato. «Servono trentanove voti per vincere - ha concluso Malagò - penso di averli». Le proiezioni danno i favori del pronostico a Pagnozzi, che avrebbe un largo vantaggio sul suo antagonista. Il 19 febbraio la resa dei conti per la nuova guida dello sport italiano.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.