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«Roma adesso basta sconfitte»

Andreazzoli parla da tecnico giallorosso dopo l’addio di Zeman «Per rilanciare la squadra serve tornare a una serenità ormai perduta»

essere sfortunato ma se noi avremo tutta Trigoria, se avremo quello che faremo allora faremo bene, con certezza, ottenendo anche i risultati. Purtroppo abbiamo 15 partite, speriamo 17, con i tempi ristretti. Se io faccio capire loro che vogliamo lavorare seriamente dalla mattina alla sera, se facciamo capire alla città che lavoriamo seriamente, alla grande, con tutte le nostre energie allora. Se io avessi a disposizione una programmazione di un anno potrei diluire questa necessità in più tempo. Stiamo lavorando parecchio e bene in questi giorni e voglio che ci sia un vento diverso verso la squadra. Abbassiamo i toni, voglio entusiasmo che a volte è mancato e tutto il lavoro che faremo sarà rivolto in questa direzione. L'intenzione è questa. Non abbiamo bisogno di particolari aiuti«. Al momento della colloqui con la società, è stato convincente: »Mi fa piacere, non credo di aver detto nulla di particolare se non quello che penso, quello che voglio fare, quello che farò. L'unica componente che non posso controllare è il risultato, che è quello che mi interessa maggiormente, ma a volte il risultato è figlio di alcune situazioni, fortunate o meno. Non voglio parlare di fortuna, gradirei non essere sfortunato ma se noi avremo tutta Trigoria, se avremo quello che faremo allora faremo bene, con certezza, ottenendo anche i risultati. Purtroppo abbiamo 15 partite, speriamo 17, con i tempi ristretti. Se io faccio capire loro che vogliamo lavorare seriamente dalla mattina alla sera, se facciamo capire alla città che lavoriamo seriamente, alla grande, con tutte le nostre energie allora siamo a dama. Un pubblico come quello di Roma non ce l'ha nessuno, l'ho capito nel tempo. Se facciamo capire loro che l'impegno sarà massimo ci sosterranno sempre. Chiaro è che i giocatori in campo dovranno onorare quella maglia che a me fa venire i brividi, così come mi facevano venire i brividi da avversario. I giocatori questo lo devono sentire. Il pubblico come fa a darci una mano? Come ha sempre fatto, magari mettendo da parte qualcosina giustamente criticabile. I tifosi ci aiuteranno e ci penalizzeranno eventualmente se in partita non riusciremo a dare quello che vogliono e dovremo accettarlo. Ma, sono certo, loro lo faranno solo se noi non metteremo in gara tutte le energie necessarie«. ncredibile ma avrò bisogno che lui sia il Colosseo. Sarà il primo che mi darà una mano, così come Taddei e dagli altri. Imporrò poche regole, poche ma ferree, e loro mi aiuteranno. Dovrò trovare i mezzi per farle rispettare da loro perchè io non voglio controllare nessuno. Ci saranno poi degli esclusi e spero.

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