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Un tabù per Petko Alle 18 c'è il Chievo battuto all'Olimpico solo una volta su dieci Il tecnico indica la strada: pensiamo a vincere oggi non alla Juve

Stavoltac'è il Chievo che prova a strappare ai biancocelesti punti preziosi nella corsa per le prime posizioni della classifica. Proprio la vicinanza dei due impegni fa aumentare le insidie per Ledesma & Co. meno brillanti di qualche tempo fa e superimpegnati negli ultimi tempi tra campionato e coppa Italia. Petkovic invita i suoi giocatori a non sottovalutare la gara odierna: «Ci crediate o no, ma penso sempre alla prossima partita che è la più importante. Ora c'è il Chievo, poi mi concentrerò sulla Juve». A rendere ancora più pericolosa la sfida di oggi pomeriggio c'è la tradizione negativa: in dieci partite contro la seconda squadra di Verona solo una volta nell'ottobre del 2003 (il giorno della maglia unica con tutto lo stadio colorato di biancoceleste) la Lazio ha conquistato i tre punti. Decisiva una punizione di Mihajlovic deviata dalla barriera, poi solo amarezze e tanti gol di Pellissier che per fortuna non è stato convocato per un problema fisico e non ci sarà stavolta. Tre sconfitte e sei pareggi a certificare che il Chievo è una bestia nera da queste parti e quindi per Petkovic c'è un altro tabù da sfatare contro una formazione che evidentemente all'Olimpico trova il suo habitat naturale. Petkovic si informa su questa tradizione pericolosa: «Per fortuna - sorride Petko - sono nuovo di qui, del passato non mi interessa, cerchiamo come sempre di dominare e vincere contro un avversario che dopo il cambio di allenatore ha ottenuto tanti punti e che si chiuderà sicuramente bene dando fastidio in contropiede». Per riuscire nell'«impresa» di battere la squadra di Corini i biancocelesti si affideranno al consolidato modulo 4-4-1-1 ancora senza Klose ma con il recupero di Dias al posto di Biava e qualche problema a centrocampo per la probabile assenza di Gonzalez. A prescindere da chi scenderà in campo, il tecnico risponde con un pizzico di polemica a chi gli chiede della presunta fortuna della sua creatura. «In effetti in queste ultime 16 partite siamo stati molto fortunati perchè non abbiamo mai perso» spiega con ironia perché i risultati positivi di seguito sono talmente tanti da non essere possibili solo grazie all'aiuto della dea bendata. E tanto per chiarire il concetto torna sulla sfida di martedì scorso, a quel pari acciuffato da Mauri nel finale: «Ho visto e rivisto il match con la Juve, abbiamo dominato il primo tempo, mentre nel secondo abbiamo sofferto e con un po' di fortuna abbiamo portato a casa un risultato importante. Rispetto alla partita con il Cagliari siamo migliorati tanto, la squadra sta crescendo e pian pianino dobbiamo ritornare al massimo della forma. Indicazioni dal pareggio di Torino? Abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari con squadre come Juve e Tottenham. Adesso dobbiamo ribadire che possiamo veramente vincere con qualsiasi avversario. Le prossime due partite saranno fondamentali per capire a che livello siamo arrivati». Arbitrerà per la prima volta i biancocelesti in campionato Giacomelli di Trieste (aveva diretto la sfida di coppa col Siena), previsti solo 30.000 spettatori, pochi per una Lazio che si trova al secondo posto in classifica ma i tifosi sono tutti concentrati sulla partita di martedì (già 40.000 i biglietti venduti per la semifinale di Coppa Italia). Una scelta, quella della gente, comprensibile ma è imortante che la squadra non si faccia distrarre troppo: il Chievo in contropiede è un avversario difficile, ne sa qualcosa anche la Roma di Zeman.

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