Cisono di mezzo scommesse, ma non c'entra il filone d'inchiesta denominato «New Last Bet», perché Buffon sarebbe stato coinvolto solo per il suo «vizietto» delle scommesse. probabilmente il portierone azzurro ha pagato a caro prezzo la dura reprimenda dei giorni scorsi quando aveva attaccato la Procura per le indiscrezioni trapelato sulle indagini in corso. Così, è stato ripagato con altrettanta moneta anche se le indiscrezioni emerse sul suo conto del portiere e capitano della Nazionale, è bene precisarlo, non sono un'accusa avanzata dai magistrati, ma soltanto un'ipotesi formulata dalla Guardia di Finanza di Torino: una segnalazione contenuta in un'informativa datata 13 giugno 2011 e allegata agli atti dell'ormai tristemente nota inchiesta portata avanti dai magistrati di Cremona sulle scommesse illecite nel calcio italiano. Insomma Buffon non è indagato. «Come volevasi dimostrare - ha commentato il capogruppo del Pdl alla camera - non appena Buffon ha parlato immediatamente è stato impiombato. Non avendo per di più implicazioni politiche, è la testimonianza di una situazione assai inquietante. Buffon ha detto diverse cose giuste. La spettacolarità di alcuni blitz, vedi quello a Coverciano con televisioni al seguito alle ore 6 e anche alcuni arresti, a distanza di mesi dalle rivelazioni, suscitano molte perplessità su eccessi mediatico-giudiziari. Detto questo - ha aggiunto- sia l'autorità giudiziaria, sia le autorità sportive competenti devono procedere in modo molto rigoroso. Il fatto che vasti fenomeni di corruzione riguardano la finanza, la politica, e anche una parte, certo minoritaria dello sport, comporta riflessioni critiche e autocritiche, in una situazione nella quale nessuno può ergersi ad angelo sterminatore, ma nella quale tutti, con umiltà, dovrebbero adoperarsi per superare una situazione che rischia di diventare insostenibile per la tenuta del sistema Italia nel suo complesso». Questi i fatti: tra il gennaio e il settembre 2010 la Guardia di Finanza ha ricevuto la segnalazione di una banca – come scrive il pubblico ministero della Procura di Torino Cesare Parodi in una lettera inviata ai magistrati di Cremona – per «un'anomala movimentazione su un conto corrente intestato a Buffon, caratterizzata dall'emissione di quattordici assegni bancari, di importi tondi compresi tra 50 mila e 200 mila euro per un totale di 1.585.000 euro, tutti a favore di Massimo Alfieri, titolare di tabaccheria a Parma, abilitata tra l'altro alle scommesse calcistiche». Così anche Buffon, seppur non indagato, finisce sotto la lente degli investigatori. «Accertamenti al riguardo, relativi a ingenti somme di denaro che lo stesso Buffon avrebbe utilizzato per scommesse, presentate avvalendosi di soggetti terzi». Dura la replica dei legali del giocatore che diffidano dall'associare il giocatore «direttamente» alle scommsse. «Perché si parla in automatico di scommesse? L'ipotesi avanzata da una banca è priva di rilevanza penale – ha dichiarato il legale del portiere della Juventus Corini – e non è stata raccolta da nessun accertamento della Guardia di Finanza». Diamentralmente opposta la situazione per l'altro azzurro chiamato in causa ieri: il difensore della Juventus Leonardo Bonucci che è stato iscritto nel registro dagli indagati dalla Procura di Cremona sempre nell'inchiesta «New Last Bet» lo scorso 3 maggio, insieme all'allenatore bianconero Antonio Conte e al terzino della Nazionale Mimmo Criscito, escluso lunedì scorso dagli Europei: per tutti l'accusa ipotizzata dalla Procura di Cremona è quella di associazione a delinquere e frode sportiva. A una settimana dall'inizio degli Europei la nazionale di Prandelli non riesce a trovare la serenità necessaria per poter preparare al meglio la massima competizione continentale. Iprecedenti sono dalla parte degli azzurri che, fatalmente, proprio subito dopo il ciclone Calciopoli, con molte sentenze ancora in aria, vinsero i campionati del mondo inGemania. Magari potrebbe essere di buon auspicio.
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