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La neve paralizza la Serie A

I giorni della merla affossano la serie A. In attesa di conoscere il destino di Novara-Chievo, in programma domani sera ("per il campo non credo ci siano problemi, per il resto vedremo, la situazione delle tribune e delle curve potrebbero rappresentare una difficoltà", ha confessato l'ad dei piemontesi, Massimo De Salvo), il turno infrasettimanale resta monco: ieri il rinvio di Parma-Juventus (e due gare in B), oggi Bologna-Fiorentina, Siena-Catania e Atalanta-Genoa. E altrove le condizioni meteo non sono certo ideali per scendere in campo. Qualcuno punta il dito contro la Lega, "schiava" delle tv: in effetti collocare la seconda di ritorno in serale e nei giorni più freddi dell'anno non è stato lungimirante. C'è anche chi storce il naso davanti ai rinvii, l'acceso confronto tra Leonardi e Marotta, la protesta dei tifosi del Parma e la risposta dura di Conte hanno surriscaldato ieri un Tardini innevato.   STADI TROPPO VECCHI Ma se c'è un punto su cui tutti sono d'accordo è quello degli stadi: obsoleti, poco accoglienti, una zavorra che la serie A si sta trascinando dietro da troppo tempo. E se è vero che la neve non aiuta, è altrettanto vero che con impianti di qualità la storia sarebbe stata diversa: sabato scorso una partita come Juventus-Udinese non si sarebbe potuta giocare in nessun altro stadio italiano se non in quello all'avanguardia costruito dalla Vecchia Signora. Ma lo Juventus Stadium è un'eccezione e i rinvii delle gare di Parma, Bologna, Siena e Bergamo erano inevitabili, perché "la sicurezza di tutti deve essere il punto di riferimento numero 1", ha tenuto a ricordare Maurizio Beretta, supportato dal presidente del Coni Gianni Petrucci. E allora cosa fare? La palla passa al Parlamento e a quella legge sugli stadi che viene attesa da tutti come la soluzione di tutti i mali. Il ddl è ancora fermo alla Camera, nei giorni scorsi il ministro Gnudi ha auspicato un'accelerazione dell'iter che porti a un'approvazione entro giugno e i presidenti di A sperano.   SERVE UNA LEGGE "Abbiamo avuto due situazioni simili nel giro di pochi giorni e si è visto che uno stadio di nuova generazione, come quello della Juve fa la differenza - ha sottolineato oggi Beretta - Questo dovrebbe indurre a varare al più presto la legge che consenta di realizzare stadi di generazione nuova, riscaldati e coperti". "Quello degli stadi resta il problema fondamentale", gli fa eco Giancarlo Abete, e gli altri presidenti non si discostano da questo, da Ghirardi ("bisogna far passare la legge sugli stadi e incentivare le società a rimodernarli, occorre dare un posto decente a chi viene a vedere questo sport) a Mezzaroma ("il discorso riguarda le infrastrutture, a Siena la partita è stata rinviata per ordine pubblico, per l'incolumità degli spettatori"). E finché la questione degli impianti non verrà risolta, occorre fare di necessità virtù e programmare i campionati in maniera diversa. Ancora oggi Ghirardi, parlando di Parma-Juve, ha sottolineato la necessità di "analizzare in maniera piu' precisa il calendario, gli orari sono da rivedere e quando ci sono queste previsioni si può spostare la partita con largo anticipo. Io ho impiegato un'ora e mezza dall'autostrada per arrivare allo stadio". E anche Beppe Marotta, pur evitando di entrare in nuove polemiche, ha voluto evidenziare che la Lega dovrebbe "valutare quelli che sono i disagi che questa situazione di calendario genera".

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