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Quando l'Europa è sottovalutata

La Lazio ha chiuso la parentesi internazionale, senza esaltare. Non incoraggia il pari interno con il Vaslui: addirittura in rimonta, dopo essere stata raggiunta e superata, mentre lo Sporting vinceva a Zurigo. A parole, tutti tengono molto all'Europa League, poi però gioca mezza squadra. Se non fosse sopravvenuto ad avvilirlo il tonfo dell'Inter al Meazza, sarebbe stato più che lusinghiero l'approccio italiano all'Europa che conta. Certo, il livello complessivo del girone dei nerazzurri induce a ritenere ancora molto alte le possibilità di qualificazione, visto che le due concorrenti più temibili, il Lilla e il Cska di Mosca hanno collezionato un punto a testa, con molti rimpianti per i campioni di Francia, incapaci di gestire un comodo doppio vantaggio. Difficile pensare che i turchi possano difendere a lungo il primato figlio dell'impresa milanese, con cinque partite ancora da giocare. Da ascrivere alla casella dell'attivo, invece, i pareggi ottenuti da Milan e Napoli su due campi minati come quelli del Barcellona e del City. E se Galliani ha serenamente convenuto che la "suerte" si è mostrata decisamente benevola, il Napoli avrebbe perfino meritato il risultato pieno. Inevitabile che al Camp Nou il pallino del gioco sarebbe rimasto nelle mani dei catalani, l'impennata di Thiago Silva a tempo scaduto punisce alla superficialità dei blaugrana più che premiare i meriti di un Milan comunque dignitoso. Piacevole sorpresa il Napoli, deve rimpiangere le occasioni sprecate dopo il vantaggio e la colossale distrazione di De Sanctis, ma ha giocato alla pari con i Paperoni di Manchester, legittimando le grandi ambizioni in campionato, domenica sera la sfida con il Milan sarà occasione per una conferma clamorosa. Rispetto alla scorsa stagione, Mazzarri ha un Inler in più, lo svizzero rivitalizza anche Gargano, più affidabile il centrocampo e con esso la difesa, eloquente messaggio per tutti.

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