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Doppiopesismo della Fia sulle regole

Conla speranza che onori il freschissimo prolungamento di contratto guidando così anche per buona parte dei prossimi cinque anni e mezzo, rendiamo una volta tanto onore ad Alonso, che con un formidabile colpo di reni ha risollevato all'ultimo secondo una giornata che per la Ferrari sembrava funerea. Tutto lascia credere che il vero valore della F150 Italia fosse quello espresso da Massa e che perciò i 9 decimi che separano i due piloti Ferrari siano almeno al 90% frutto della farina del sacco dello spagnolo. Una mano a contenere in un secondo il distacco dalla Red Bull l'ha certamente data lo scarso feeling storicamente provato da Vettel verso Barcellona (infatti il campione del mondo è stato battuto da Webber dopo la bellezza di nove qualifiche filate in cui aveva fatto meglio di lui), ma considerando che il circuito catalano è quello sul quale l'aerodinamica conta di più, è consolante vedere che il gran lavoro di sviluppo svolto nelle ultime settimane dai tecnici italiani per dare un po' di carico alla vettura è effettivamente servito, come minimo, a evitare che il gap dai dominatori del Mondiale si trasformasse in un baratro. Fra l'altro, alla Ferrari è stato impedito di utilizzare la nuova, birichina ala posteriore sulla quale gli aerodinamici di Maranello, lavorando una volta tanto su ciò che i regolamenti non dicono con chiarezza anziché comportarsi da onesti fessacchiotti che li interpretano alla lettera, avevano puntato parte delle loro fiches. Questo episodio conferma due cose, una positiva e l'altra negativa. Quella positiva è che Domenicali diceva il vero quando spiegava di aver spinto i propri ingegneri a essere meno prudenti e più creativi. Quella negativa è che pur cambiando presidente, da Mosley a Todt, la Fia continua a gestire arbitrariamente il regolamento, tollerando ogni furbata inglese ma stangando i legalisti italiani. Il buon risultato di Alonso in prova non deve comunque alimentare sogni. Sebbene in gara le F150 Italia vadano sempre più forte che in qualifica, stavolta il podio sarà molto difficile da raggiungere. Tanto per cominciare, i piloti Ferrari disporranno di un treno di gomme morbide in meno rispetto ai loro rivali di Red Bull e McLaren (l'hanno dovuto usare anche nel Q1 per il timore, fondatissimo, di venire subito eliminati se avessero girato solo con le dure), e, visti i due secondi al giro di differenza di prestazione fra la mescola tenera e quella «hard», si tratta di un handicap gravissimo. In secondo luogo, poi, è da escludere che Alonso, per quanto galvanizzato dal suo pubblico, possa guidare per 66 giri così come ieri in quell'ultimo, disperato assalto.

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