Paroladi Silvio Berlusconi. Intervistato in esclusiva dal canale tematico rossonero Milan Channel, il presidente del Consiglio ha provato ad appellarsi alla scaramanzia, ma alla fine si è sbilanciato. «Non si deve mai parlare di scudetto prima di averlo appuntato sulle maglie - ha spiegato il Cavaliere nei giardini di Villa San Martino ad Arcore - ma stavolta manca un solo punto e abbiamo a disposizione tre partite». Del resto Berlusconi sperava di poter festeggiare già domenica scorsa l'ottavo tricolore della sua gestione milanista (18° totale per i rossoneri), tanto da programmare uno spostamento lampo da Roma - dove ha assistito alla cerimonia di beatificazione di Papa Wojtyla - a Milano. Adriano Galliani aveva anche pianificato le celebrazioni: tour della città a bordo del pullman e festa con i tifosi al Duomo. Per colpa di Pazzini, però, al Milan non è bastato battere il Bologna. «Abbiamo sofferto – ha spiegato Berlusconi, che è arrivato a San Siro con mezz'ora di ritardo perdendo così il gol vittoria di Flamini – del resto mancavano tutte le nostre prime punte: Ibra, Inzaghi e Pato, che ama partire dall'esterno ma è micidiale quando gioca in area. Non siamo riusciti ad approfittare delle numerose occasioni create, ma alla fine abbiamo vinto». Berlusconi ha elogiato il lavoro svolto da Massimiliano Allegri, individuando però un difetto. «Allegri è un ottimo allenatore – ha osservato il premier – ha caratteristiche tecniche e umane per condurre il Milan a grandi successi, come hanno fatto Sacchi e Capello. Fa giocare bene la squadra, ma dobbiamo migliorare nel possesso palla: non è possibile concedere tante occasioni agli avversari nei minuti finali». Felice per l'ingresso della figlia Barbara nel consiglio d'amministrazione della società rossonera («è bellissima e risoluta, saprà farsi valere»), Berlusconi ha poi commentato le difficoltà della Juve («Non ci manca») e volto lo sguardo al futuro. «Vogliamo vincere tutto in Italia, in Europa e nel mondo: bisogna essere ambiziosi. Un regalo ai tifosi per lo scudetto? Abbiamo già fatto tanti sacrifici, investendo in media 50 milioni l'anno, ma continueremo con questa costosissima abitudine». Ronaldo? Messi? Berlusconi non fa nomi, come del resto Adriano Galliani, che nel pomeriggio a Monza ha presentato la nuova maglia ufficiale del Milan (verrà indossata già dal 14 maggio nella gara contro il Cagliari). «Del mercato parleremo a fine stagione – ha spiegato l'amministrato delegato – ora pensiamo allo scudetto: ogni momento potrebbe essere quello giusto, spero solo di non dover aspettare l'ultima giornata». Ecco, il Milan vuole chiudere i conti al più presto. Se possibile già dalla difficile trasferta di sabato contro la Roma, per poi pensare alla Coppa Italia. Per questo i rossoneri sbarcheranno nella Capitale venerdì e ripartiranno solo lunedì alla volta di Palermo. Un programmo destinato a cambiare in caso di scudetto e relativi festeggiamenti? «Assolutamente no – ha assicurato Galliani – resteremo a Roma tranquilli, per la baldoria c'è tempo». Per la volata finale il Milan ritroverà sicuramente Ibrahimovic (reduce da tre turni di squalifica) e probabilmente Pato, che sembra aver risolto l'ennesimo problema muscolare. «Siamo pronti al rush finale – ha assicurato Seedorf – e non vediamo l'ora di festeggiare lo scudetto». Con la benedizione di Berlusconi.
Milan ci siamo
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