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Spagna: attacco fulmineo

Con il trionfo europeo di due anni fa, la Spagna si è tolta di dosso l'etichetta scomoda di grande incompiuta, incapace di vincere, almeno a livello di nazionale, nei grandi appuntamenti internazionali. Ma ora le Furie Rosse sono attese alla prova del nove del Mondiale sudafricano. Scippata nei quarti di finale del Mondiale nippocoreano del 2002, buttata fuori dalla Francia di Zidane quattro anni fa in Germania, se la formazione di Del Bosque non arriverà almeno in semifinale in Sudafrica provocherà una delle più grosse sorprese del Mondiale. Questa nazionale ha tutto per vincere: un gioco simile a quello del Barcellona di Guardiola e quindi spettacolare, una lunga serie di campioni invidiata da molti e un allenatore come Vicente Del Bosque, che nella sua esperienza con il Real Madrid (2 Champions, 2 campionati e 1 Coppa Intercontinentale) ha dimostrato di essere un vincente. «Abbiamo tanti ottimi giocatori- ha ammesso il tecnico -, sappiamo di essere tra quelli che possono vincere la Coppa del Mondo». E in effetti sulla carta la Spagna parte alla pari con il Brasile e leggermente davanti all'Inghilterra . Una squadra senza punti deboli e completa in tutti i suoi reparti. Tra i pali Casillas, ormai da anni uno dei migliori portieri del mondo. La scoperta del catalano Gerard Pique al centro della difesa accanto ad Albiol o Marchena ha dato sicurezza a un pacchetto arretrato il cui tallone d'Achille erano sempre state le palle alte. E poi ci sono ancora Puyol, Capdevila e l'esuberanza atletica di Sergio Ramos; a centrocampo c'è un campione come Fabregas, i due professori del Barca, Iniesta, Xavi, e anche Xabi Alonso che assicurano corsa e fosforo. Ma è davanti che la Spagna può giocare le sue carte migliori. Con Torres stella di prima grandezza e Villa, galvanizzato dal suo passaggio al Barcellona. Di prima scelta anche i rincalzi, basti pensare al portiere Reina, a Busquets ed a Silva. Ora alla Spagna non rimane che scrollarsi di dosso la maledizione del Mondiale, dove il miglior risultato resta il quarto posto del 1950, e dimostrare che l'etichetta di grande incompiuta non le appartiene più.

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