Come in ogni Mondiale, il Brasile si presenta da grande favorito, «perché noi siamo obbligati a vincere», come ha detto il ct Dunga appena arrivato in Sudafrica nel ritiro «blindato» di Randburg. Eliminata nei quarti nel 2006, per mano della Francia, la Selecao è decisa a riscattare quella brutta figura con l'Hexacampionato, quel sesto titolo da conquistare quest'anno in Sudafrica e non nel 2014, quando la nazionale verdeoro sarà la squadra di casa e punterà, casomai, alla settima stella. Le possibilità, come ha dimostrato anche la Confederations Cup dell'anno scorso, ci sono tutte e del resto il Brasile è abituato a convivere con il peso del pronostico. Pressione popolare a parte, ogni allenatore vorrebbe essere nei panni di Dunga, che dopo la competizione iridata lascerà comunque vada. Come tutti i suoi predecessori, l'ex centrocampista della Fiorentina viene criticato per alcune esclusioni eccellenti, come quelle di Ronaldinho e Adriano. C'è stato poi il tormentone sui due giovanissimi gioielli del Santos, Neymar e Paulo Henrique Ganso, reduci da un'ottima prima parte di stagione al punto che gran parte della critica avrebbe voluto vederli tra i 23. A chi candidava Neymar per una maglia da titolare, sostenendo che fosse il nuovo Pelè, Dunga ha risposto così: «Il nuovo Pelè non è ancora nato, se lo fosse non solo lo avrei convocato ma gli avrei anche detto di scegliere i 22 compagni». Meno spiegabile la mancata chiamata di Hernanes, da almeno due anni il miglior centrocampista del Brasile. Ma il modulo di Dunga non prevede la presenza di un regista, perché nel 4-2-3-1 allestito dal tecnico in mezzo al campo devono starci due mediani, Gilberto Silva e Felipe Melo. Così Dunga continua per la sua strada, forte dei risultati, visto che da quando allena il Brasile ha vinto, oltre alla Confederations Cup, la Coppa America e poi il girone delle qualificazioni sudamericane. In attacco deve ancora risolvere il rebus su chi far giocare tra Luis Fabiano, Nilmar e Robinho, ma avercene di questi problemi.
Brasile: a caccia del 6° titolo

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