Impeccabile (o quasi) tra le mura amiche, zoppicante lontano dall'Olimpico. Il calo della Lazio, quello che l'ha portata dalla prima posizione in classifica fino ai margini della Champions League, è cominciato quando la squadra ha smesso di fare risultato in trasferta. Era il 31 ottobre: nell'anticipo della mezza, una splendida botta al volo di Dias firmava l'ultimo blitz esterno, al Renzo Barbera di Palermo. Si trattava del quarto successo in trasferta consecutivo. Quel poker, però, sarebbe rimasto tale. Fin dalla gara successiva lontana dall'Olimpico, in quel di Cesena, le amarezze sono state molte più delle gioie: tre pareggi e tre sconfitte in sei apparizioni, qualche buon punto su campi difficili come San Siro ma anche vere e proprie sventole come quelle rimediate a Cesena e a Bologna. È questa la tendenza che la Lazio deve invertire se vuole sperare di restare nel gruppetto delle prime in classifica. L'andamento casalingo, nonostante la recente sconfitta col Lecce e il pari col Chievo, rimane di prim'ordine: 27 punti, primi in questa particolare graduatoria insieme a Inter e Roma, sebbene nerazzurri e giallorossi abbiano giocato in casa rispettivamente una e due volte in meno rispetto ai biancocelesti. Quello in cui bisogna migliorare è il rendimento in trasferta, specie se si considera che, da qui alla fine del campionato, la Lazio giocherà fuori casa in otto occasioni su 14, anche se in un caso si tratterà del derby. Contro Napoli, Inter, Udinese e Roma si tratterà di veri e propri scontri diretti, più facile portare via l'intera posta in palio da campi come quelli di Catania, Cagliari, Lecce o, a partire proprio da domenica, quello di Brescia. Basterebbero anche solo un paio di vittorie, magari senza uscire sconfitti dagli scontri diretti, per entrare in Europa dalla porta principale. Per farlo, però, la Lazio dovrà abbandonare quell'atteggiamento un po' attendista che ha caratterizzato le sue ultime esibizioni. «Domenica speriamo di tornare con i tre punti, nonostante quello di Brescia sia un campo molto difficile», ha ribadito ieri il ds Tare dai microfoni di Lazio Style Radio. Intanto ieri si è tornati a parlare insistentemente di mercato. Tra le varie indiscrezioni emerse, soprattutto dall'estero, quella che fa più rumore riguarda l'ipotetico interesse di Lotito per Diego del Wolfsburg, voglioso di ritentare l'avventura italiana. Il cartellino costa intorno ai 12 milioni.
Lazio contro il tabù

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