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Nuova era Lazio

«Momento storico per la Lazio»? La speranza del presidente Lotito sarà probabilmente confermata o smentita solo dal tempo. Per adesso, ciò che resta della giornata di ieri in cui è stata presentata la prima rivista ufficiale della storia biancoceleste, è la volontà della società di tendere la mano a tifosi, stampa, opinione pubblica, per aprire una nuova era nelle relazioni. La rivista, presentata all'hotel River Chateau, casa romana di Edy Reja, si chiamerà «Lazio Style 1900» e sarà in edicola domani al prezzo di 4.90 euro. Nel numero d'esordio, tra le altre cose, la prima intervista italiana di Hernanes, un lungo servizio sull'aquila Olympia e un colloquio con Reja che svelerà il lato più «umano» e privato del tecnico. Ma a incuriosire è soprattutto la copertina, che ritrae un Lotito pensoso con una frase virgolettata: «sono colpevole». Qual è il mea culpa del presidente laziale? «Sono colpevole del troppo amore per la Lazio», risponde lui, invitando ad acquistare la rivista per scoprire tutti i particolari della sua confessione. Ma Lotito, si sa, è un fiume in piena. Basta pizzicare le corde giuste per aprire rubinetti che non si chiudono più: «Ho preso questa società nel 2004 - esordisce - e aveva 500 milioni di euro di debiti. C'erano solo nove giocatori e, nonostante queste difficoltà, al primo anno conquistammo l'Intertoto. Nelle stagioni successive ci sono state le qualificazioni alla Champions, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana. Abbiamo vinto molto di più di altre società più celebrate». Questo è il passato. Poi c'è un futuro da disegnare. Il passo iniziale è proprio la rivista ufficiale, alla quale a gennaio seguiranno prima la radio («unico caso in Italia per una società di calcio», rivendica il responsabile delle comunicazione De Martino) e poi la tv. Ma tutto rischia di apparire vuoto di significato senza i risultati sul campo. Ed è su questo punto che Lotito lancia i messaggi più confortanti: «Noi non ci poniamo obiettivi - spiega - ma elaboriamo progetti per raggiungere gli obiettivi. Abbiamo un buon organico che potenzieremo con elementi di valore ogni anno. Sono convinto che col tempo la Lazio diventerà uno dei club più prestigiosi d'Europa. Non costruito sull'argilla come nel passato, ma sul cemento armato». Ovvio che la curiosità dei tifosi si rivolga a un futuro molto più prossimo rispetto a quello ipotizzato dal presidente. In particolare a quel mercato di gennaio che metterà la Lazio di fronte a un bivio: investire per autorizzare i sogni più ambiziosi oppure lasciare tutto com'è per non rompere il giocattolo. «Abbiamo un bel gruppo, ma è chiaro che ci possono essere degli aggiustamenti», spiega il presidente, senza tradire però il suo mantra secondo il quale «la competitività non è legata solo al denaro speso, entrano in gioco anche valori come meritocrazia e spirito di sacrificio». Il ds Tare, invece, ammette con onestà che «al momento la squadra sta andando così bene che non sapremmo neanche dove intervenire». Insomma, il dilemma non è stato ancora sciolto neanche a Formello, e test decisivi saranno i prossimi impegni di campionato, specie quelli con Inter e Juventus. Per ora resta la volontà di ricucire il rapporto con il pubblico, di crescere insieme, di «rimettere il tifoso al centro del progetto». In modo che tutti possano dire di amare la Lazio anche grazie a Lotito e non, come affermano ancora in tanti, «malgrado» Lotito.

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