Voleva arrivare da capolista al derby. Adesso ha la certezza che, comunque vadano le cose nella stracittadina, la Lazio conserverà la prima posizione anche al termine della prossima giornata di campionato. Edy Reja, 65 anni da poco compiuti, sta firmando il capolavoro di una carriera in cui, lo dice lui stesso, «ho sempre raggiunto gli obiettivi prefissati». Ma qui non si tratta più di obiettivi. Prima dell'inizio del campionato il tecnico friulano aveva detto di considerare la Lazio tra le otto squadre più attrezzate. Era forte di una classifica che, l'anno scorso, dopo il suo arrivo aveva visto i biancocelesti al sesto posto. E invece la sua squadra è andata oltre ogni previsione. Ventidue punti in nove partite, otto senza l'esordio contro la Samp, quella sconfitta immeritata che aveva fatto maturare la svolta tattica, dalla difesa a tre a quella a quattro, che ha segnato l'inizio del volo biancoceleste. Lui, Reja, continua a ripetere il suo mantra: «Per adesso abbiamo 22 punti e stiamo ottenendo ottimi risultati. Ma ne mancano ancora 18 ai famosi 40. Una volta raggiunto questo obiettivo vedremo in che condizioni saremo». Detto questo, niente di quanto raccolto finora sul campo è stato casuale: «Questa squadra sta dimostrando carattere - gongola il tecnico friulano - ci sono determinazione e convinzione, ognuno si aiuta con l'altro. Siamo bravi a difenderci, tutti si sacrificano, raddoppiano le energie e le forze. Guardate Mauri e Zarate, che rientrano sempre». Una serie di concetti ribaditi anche a Palermo, dove «non abbiamo permesso ai rosanero di penetrare centralmente. Forse non abbiamo giocato benissimo, ma più che vincere non possiamo fare». Dall'arrivo del goriziano la squadra ha mantenuto una media punti di 1.96 a partita. Se non è da scudetto, certamente da Champions. Ma impressionano soprattutto le cifre relative alle gare in trasferta: nove vittorie in tredici gare lontane da Roma. Non male, per un allenatore bollato come difensivista e catenacciaro. Se poi si aggiunge che adesso anche l'Olimpico è tornato amico, si ha la portata di quello che sta facendo la Lazio. In una settimana Reja ha infranto due suoi personali tabù, quello contro il Cagliari e quello di Palermo, città dove non aveva mai vinto nelle sei gite precedenti: «Era il momento giusto per invertire la tendenza», ha scherzato il tecnico. Ma adesso ne resta ancora uno, quello più importante: Edy non è mai riuscito a battere la Roma. «L'approccio al derby è sempre particolare - ammette l'allenatore - è un evento emozionante, c'è grande attesa, non solo nello spogliatoio, ma in tutta la città. L'anno scorso abbiamo perso dopo aver sbagliato un rigore, quindi ci sarà anche grande voglia di rifarsi». Sarebbe l'occasione per sfatare l'ultimo tabù, sarebbe l'ennesima impresa di un uomo che, con concretezza, affabilità e intelligenza tattica, ha già fatto innamorare di sè la metà biancoceleste della capitale.
Sfaterò il tabù Roma

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