Arrivare in vetta può essere difficile. Rimanerci lo è molto di più. Lo sanno bene i biancocelesti che, dopo 15 giorni sotto i riflettori, affrontano stasera al San Nicola di Bari il primo impegno con la scomoda etichetta della capolista. Ed è paradossale che avvenga proprio contro la stessa squadra che, sette mesi fa, rischiò di dare alla Lazio una spinta decisiva verso la serie B. Era il 14 marzo quando i pugliesi si imposero all'Olimpico per 2-0. L'effetto benefico dell'arrivo in panchina di Reja sembrava già svanito e lo stesso allenatore fu sul punto di rimettere il mandato nelle mani di Lotito. Sette mesi dopo gli stessi interpreti, con la non trascurabile aggiunta di Hernanes, si godono il primato della classifica e lo difendono per la prima volta in un impegno di quelli da far tremare i polsi. Sette punti in tre partite in casa: è lo score del Bari di Ventura, «la squadra che attualmente - parola dell'altro "nonno" del calcio italiano, Reja - esprime il miglior gioco in assoluto». E allora la Lazio per superare il suo primo esame da grande dovrà soprattutto mantenersi umile. «I complimenti ci hanno fatto piacere - ha detto il tecnico biancoceleste - ma io ho una certa esperienza e mi lascio scivolare tutto addosso. In questo momento la classifica non conta, mi piacerebbe essere in questa posizione nel girone di ritorno. Il nostro obiettivo resta l'Europa, e per adesso lo stiamo perseguendo al meglio. Ciò che conta sarà l'umiltà». Lo ripete almeno tre volte, il tecnico. E come esempio per tutti i compagni cita l'«umile» Hernanes: «Ha sempre voglia di imparare, di capire il calcio. Presto lo vedremo nella sua versione ottimale». E allo spirito di sacrificio del brasiliano si sono ispirati e adeguati i vari Mauri, Ledesma e soprattutto Zarate: «In allenamento fa tutto quello che gli chiedo - dice con soddisfazione Reja - sia nelle coperture che nei movimenti senza palla». Proprio Mauri e Zarate, trequartisti «laterali», saranno decisivi per arginare il gioco del Bari, che punta molto sulle fasce. «In pratica attaccano in quattro, con Kutuzov, Barreto e le ali. Noi dovremo essere bravi a non farci mettere in difficoltà tenendo presente che abbiamo molte armi, dal centrocampo in su, per farci rispettare». Spazio allora al 4-2-3-1 provato in settimana con, almeno all'inizio Mauri a destra e Zarate a sinistra, pronti a scambiarsi in caso di difficoltà. Al centro della trequarti Hernanes alle spalle dell'unica punta Floccari. A centrocampo Ledesma e Brocchi con Matuzalem neanche convocato: «Si allenerà anche domani (oggi, ndr) con Bianchini e da martedì sarà nel gruppo a tutti gli effetti». Ultimo accenno all'attestato di stima di Lotito, che ha detto di volersi legare a Reja «sine die»: «Col presidente c'è un ottimo accordo programmatico - dice l'allenatore - Un futuro da dirigente alla Lazio? Sento di poter ancora dare tanto al calcio, e voglio farlo da tecnico. Sono un animale da campo, non mi ci vedo dietro una scrivania».
Lazio, volere volare

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