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L'implacabile

Invecequesta prova contro il tempo ci ha detto che, un po' per la forma non eccelsa di Alberto, un po' per i progressi di Andy, le distanze erano più ridotte di quanto pensavamo: crescono quindi i rimpianti, in Schleck, per non aver attaccato di più sulle montagne (oltre che per l'ormai trito discorso del salto di catena sul Balès). Contador, da parte sua, si porta a casa il terzo Tour e alza l'asticella del record personale: quinto grande giro consecutivo vinto per lui. La cronometro di Pauillac è in realtà una prova doppia: a fungere da spartiacque tra le due fasi della tappa è il vento, che dopo l'ora di pranzo cambia e si rafforza, rendendo la prova molto più complicata per gli ultimi a prendere il via. Se poi tra quelli partiti al mattino ci sono specialisti del calibro di Cancellara, Martin, Grabsch, ecco che la vittoria di giornata diventa un affare tra cronoman, e in tal caso il principe della categoria è proprio lo svizzero: Fabian vince la tappa con 17" su Martin e 1'48" su Grabsch: per lui sesta cronometro vinta al Tour (a cui va sommato un successo in linea). Quando poi nel pomeriggio arriva il momento dei big, ecco la sorpresa clamorosa: Schleck parte a razzo e tiene tutto in discussione per un bel po' di km. Al primo intertempo, dopo 18 km di gara, il lussemburghese ha addirittura 6" di vantaggio sul rivale. Il che significa che in classifica Andy si porta ad appena 2" da Contador! (Scusate, ma il punto esclamativo era necessario). Ci preparavamo a commentare un tranquillo cartellino timbrato dalla maglia gialla, e invece tutto lo scenario cambia: non solo Schleck non perde da Contador, ma rischia addirittura di soffiargli il Tour. Il sogno del giovane Andy sbiadisce però col passare dei chilometri, e col naturale emergere della maggiore predisposizione, nell'esercizio contro il tempo, di Contador. Al secondo intertempo (km 36) lo spagnolo ribalta la situazione, ed è lui ad avere 6" di vantaggio (uniti agli 8" di classifica, arriviamo a 14"). La maglia gialla ritrova un minimo di tranquillità, anche se tutto resta in gioco perché basterebbe una foratura per far pendere l'ago della bilancia dall'altra parte. L'epilogo della grande sfida è quello che si presumeva dopo il secondo intertempo: Contador aumenta il margine e chiude con 31" su Schleck. In classifica sono 39 i secondi che dividono i due amici-rivali, mentre Menchov, in rimonta (scavalca Samuel Sánchez e si prende il suo secondo podio in carriera), si ferma a 2'01" dalla gialla. Italia invisibile, ma forse ci rifacciamo oggi con la volata conclusiva di Parigi: c'è Petacchi che deve ancora difendere la maglia verde della classifica a punti, e sarebbe il secondo italiano a conquistarla, dopo Bitossi nel '68: spiccioli di gloria anche per noi.

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