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Argentina-Germania, quarto bollente

La sorprendente eliminazione del Brasile ha fatto impazzire di gioia gli argentini, scesi per le strade di Buenos Aires a festeggiare l'uscita di scena degli eterni rivali. Senza il Brasile, poi, aumentano le possibilità di vittoria delle due che oggi vinceranno i quarti per ritrovarsi nella semifinale di mercoledì 7 luglio. E poiché in corsa c'è anche l'Argentina, impegnata nell'attesissimo scontro diretto con la Germania delle 16.00 (diretta Tv su Sky e Raiuno), la gioia dei suoi tifosi è più che comprensibile. Sempre che, però, la nazionale di Maradona riesca a superare i tedeschi, con i quali darà vita all'ennesima sfida tra due concezioni diverse di intendere il calcio e, se vogliamo, la vita. Da una parte il calore e il disordine dell'Argentina, spinta avanti dall'immensa classe dei suoi assi e dai sentimenti di Maradona, che nei propri giocatori vede tanti figli da coccolare e caricare con la mozione dell'affetto anziché con tattiche e schemi. È la classe che conta, non la lavagna per uno come lui che, quando giocava nel Napoli, alle riunioni tattiche di Ottavio Bianchi e Bigon, si annoiava e spesso si addormentava. Dall'altra parte, invece, c'è la giovane e multietnica Germania tutto ordine e disciplina, che poco sopporta gli atteggiamenti dei rivali odierni, come ha ribadito il Ct Loew: «L'Argentina è una grandissima squadra, ma i suoi calciatori in campo giocano un calcio molto aggressivo e con tutto il corpo. Questo fa parte della loro mentalità ed è uno dei loro punti di forza». Maradona non fa tirare nella polemica: «Non mi interessa quello che dicono loro. I ragazzi pensano solo a riscattare la sconfitta del 2006. Noi attaccheremo e giocheremo nella loro metà campo. I tedeschi sono nervosi perché palla al piede abbiamo più possibilità di loro. Non ho alcuna preoccupazione su questa partita».   Il riferimento del «pibe» al 2006 riguarda il quarto di finale perso dall'Argentina ai rigori contro la Germania, dopo il quale volarono spinte e schiaffi. E poi Maradona sa come si fa ad affrontare i tedeschi, contro i quali ha disputato le finali dell'86 (vittoria per 3-2 in Messico) e del '90 (sconfitta per 1-0 a Roma). Nell'altro quarto di oggi la Spagna se la vedrà con la cenerentola del gruppo, il Paraguay (ore 20.30, in Tv solo su Sky). Visto che siamo nel Mondiale delle sorprese farà bene a non sottovalutarlo per non fare la fine delle altre grandi ormai a casa. Il Paraguay è una squadra poco spettacolare, da molti sottovalutata, ma estremamente concreta, soprattutto in difesa. Per far saltare il suo bunker gli spagnoli dovranno sudare le classiche sette camicie e oltre al solito Villa dovranno ritrovare anche Torres, finora molto deludente. Sempre che Del Bosque lo confermi titolare.

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