Domani si parte per il Sudafrica con un modello da seguire: Francesca Schiavone, prima donna italiana a vincere il Roland Garros. «Grinta, passione, cuore, classe: la sua vittoria a Parigi mi ha entusiasmato, ora dovrà diventare il nostro simbolo», dice Marcello Lippi a pochi giorni dal via azzurro per Sudafrica 2010. «Ho letto le parole della Schiavone dopo il suo trionfo - spiega il commissario tecnico, dal suo riposo a Viareggio - Ero in camera a Ginevra, dalle 3 alle 5 del pomeriggio non mi sono perso un punto: la sua partita mi ha entusiasmato. Poi ha detto di avere dentro un'energia senza fine, di essere andata oltre i suoi limiti. Bellissimo: è il nostro nuovo modello». Oltre i limiti mostrati finora, di sicuro dovrà andare anche l'Italia del calcio. Ma dall'amichevole con la Svizzera Lippi esce con indicazioni confortanti. «Sono soddisfatto, e la cosa che mi piace di più è che avevamo un programma, l'abbiamo rispettato, e i risultati sono quelli attesi», dice ricordando a tutti che la fatica nelle gambe dopo la preparazione in altura era prevista. «Il picco c'è stato, ma già contro la Svizzera si è vista più brillantezza: ho detto che saremo pronti per il Paraguay. Noi abbiamo lavorato per mettere benzina nel motore, e andare più lontano possibile. Vedrete, ci saremo, ci saremo...». La gara di Ginevra dice anche che il 4-2-3-1 provato in avvio di preparazione passa in secondo piano, rispetto a un assetto più equilibrato. «Quattro tre tre o quattro uno quattro uno, è un po' la stessa cosa: ho sempre detto che i moduli contano relativamente. Ne ho parlato ai ragazzi, ho ricordato loro che ne abbiamo provati due o tre, siamo una squadra versatile. Poi al momento opportuno, valutate le condizioni, sceglierò il modulo giusto». Il cittì intende aspettare Pirlo anche se fosse disponibile solo dalla quarta partita, ovvero gli ottavi, naturalmente nella convinzione di aver lavorato «per arrivare lontano». Ballottaggio tra Palombo e Montolivo per sostituire il regista del Milan. A centrocampo c'è un altro dubbio, De Rossi. Il romanista è apparso, tra tutti gli uomini del reparto, quello in maggior ritardo. Viene da una stagione non eccellente («lo so che mi hanno giudicato così e che posso dare di più», ha ammesso nei giorni scorsi il romanista). La spicciolata dei minuti finali, con un riscaldamento anomalo: De Rossi si è scambiato cenni più volte con la panchina, a un certo punto si è alzato anche il medico Castellacci per appurarsi delle sue condizioni. Mal di schiena o gambe pesanti? Insomma, il rebus è lì in mezzo al campo. E non sono escluse sorprese per il Paraguay con Gattuso in buone condizioni che si candida.
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