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Festa nerazzurra in piazza Duomo

Una festa per nulla annunciata, esplosa con l'ansia dell'ultimo respiro, della prospettiva di «triplete» con le sembianze di una Coppa con le orecchie. Emozioni che si ripetono ogni anno in ogni angolo del mondo calcistico: ma sempre, meravigliosamente diverse per intensità e motivazioni. Così è stato per il diciottesimo scudetto nerazzurro, sudato come pochi al cospetto di una grandissima rivale, la Roma. Inevitabili, però, gli sfottò ai giallorossi del popolo interista radunatosi a Milano, in Piazza Duomo. Da alcune auto i tifosi hanno intonato la canzone di Venditti che assume, però, un tono ironico «Grazie Roma». Altri hanno urlato in coro: «Solo la Lazio, a Roma solo la Lazio» Ma non è finita qui, e dai cori da stadio si è passati alle offese. Uno striscione appeso al pullman dei campioni d'Italia che ha solcato la marea in tarda serata, recitava: «Totti, anziché metterti il pollice in bocca, mettiti il medio in c...». E ancora: «Mourinho come Nerone, a Roma 'je brucia». Un tifoso con la bandiera al collo è salito in cima a uno dei lampioni posizionati di fronte al Duomo per esternare pericolosamente, a dieci metri di altezza, la propria gioia. Oltre a diversi cori contro Ibrahimovic, inni sia per capitan Zanetti, proposto come pallone d'oro, sia all'imperatore romano Nerone, definito scherzosamente interista in uno striscione. Alcuni fuochi d'artificio sono stati lanciati vicino a Palazzo Reale. Sono stati esplosi anche dei grossi petardi. Uno, sotto forma di dichiarazione, è stato «lanciato» dal ministro della Difesa, noto tifoso interista sentito telefonicamente mentre era con i figli in piazza Duomo: «Sono felicissimo per lo scudetto conquistato da questa grande Inter. Che ha vinto nonostante la vittoria di una grande Roma. Vergogna al Siena, però, ha giocato per la Roma: una squadra retrocessa cerca di vincere per un punto in più, ma il Siena ha giocato per far vincere la Roma». La Russa ha, poi, raccontato di aver mandato all'inizio della partita un paio di sms ad amici interisti invitandoli ad avere fiducia. «Ho scritto loro vedrete che segneremo al 12' - ha spiegato -. E così è stato, mi hanno risposto: "Sei un mago"». Al «Franchi» di Siena, nella festa in campo per lo scudetto c'era già un pezzo di futuro. I nerazzurri hanno celebrato sul terreno il tricolore indossando la nuova maglia da trasferta che sarà utilizzata nella prossima stagione. La Nike, sponsor tecnico del club, si è ispirata alla storia interista traendo spunto dalla seconda maglia della stagione 1964-65, bianca con la fascia trasversale nerazzurra. Sulla casacca bianca è stato inserito un elemento che fa parte della tradizione e del dna della società: il biscione. Un simbolo reinterpretato con uno stile tipico delle illustrazioni e dei graffiti, che ricorda un tatuaggio. La maglia è bianca e riporta un grande biscione nerazzurro posizionato sul fianco sinistro con la testa ben visibile sulla manica. Sul lato destro del petto è posto il logo del club con la stella mentre sul lato sinistro appare lo «swoosh» Nike di colore azzurro. Il logo dello sponsor «Pirelli» è invece riprodotto in nero.

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