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Giro d'italia, Farrar vola

Sicuramente Cadel Evans metteva in conto di conquistarla, la maglia rosa; quello che forse gli suonerà strano è che tale conquista l'ha messa a segno già alla seconda tappa del Giro, la prima in linea. Perché probabilmente, tra le cose messe in conto, c'era la sconfitta nel prologo da uno dei tanti crono-specialisti-inseguitori che affollavano la starting-list della corsa rosa; ma tra quelle non messe in conto, di certo c'era l'idea di affrontare una frazione per velocisti capace di dissestare la classifica più di quanto non avesse fatto il prologo sabato. Ebbene, tale frazione apparentemente facile ma in realtà rivoluzionaria è esattamente quella vista ieri: da Amsterdam a Utrecht, attendevamo i velocisti (e in effetti ha vinto uno di loro: Tyler Farrar), ma non la sequela di cadute che hanno sconvolto il regolare svolgimento della corsa. Negli ultimi 50 chilometri (mentre sfioriva la fuga del mattino, con tra gli altri il giovane laziale - di Fiuggi - Stefano Pirazzi), complici le strade strette, il vento, il naturale affollamento del gruppo, e certi spartitraffico o dislivelli segnalati male, abbiamo assistito a una serie quasi tragicomica di ruzzoloni. A fare le spese dei successivi scivoloni sono stati in tanti, primo tra tutti quel Bradley Wiggins che ha visto immediatamente spezzarsi il suo sogno rosa, lasciando per strada 37" di ritardo dal vincitore di giornata, e 34" dalla nuova maglia rosa: quel Cadel Evans che era già stato ottimo protagonista del prologo (chiuso al terzo posto) e che ora veste il simbolo del primato con appena un secondo su Farrar. Certo, Wiggins potrà pur sempre riprendersi la leadership nella cronosquadre di mercoledì (a patto che non perda altro terreno oggi, nella Amsterdam-Middelburg, altri 210 km per velocisti ma con gli stessi rischi di ieri in tema di cadute), e la riprova che chi cade può rialzarsi ottimamente è proprio nel successo di Farrar a Utrecht: infatti l'americano era stato uno dei primi ad andare giù per terra, ma la sua Garmin è stata strepitosa nel lavorare prima per riportarlo in gruppo, e poi per tenerlo al riparo da altre brutte escursioni sull'asfalto o nei fossi a bordo strada. Con un gruppo dei migliori assottigliato (in ritardo anche Bookwalter, Caruso, Uran, Tondo, Sastre, Cunego, Simoni, Cataldo, Pozzovivo, Masciarelli, Bruseghin) e privo di diversi velocisti, Farrar ha atteso la curva finale prima di lanciarsi. Pochi secondi prima era stato Sutton a tentare un anticipo, mentre Petacchi ha pagato la scarsa vena del suo apripista Hondo. Farrar si è così imposto su Goss e Sabatini, mentre in classifica alle spalle di Tyler c'è un Vinokourov sempre più convinto.

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