Coppa Italia all'Inter, Roma ko. I nerazzurri si assicurano il "primo titulo" grazie ad un gol di Milito che ha deciso una partita intensa e giocata sui nervi. Segna e fa sognare, inventa, crea, ma sui numeri da star di Francesco Totti pesano anche quelli da nervi tesi. Il capitano della Roma vanta infatti cifre record anche sui cartellini rossi ricevuti, a differenza di altri campioni del suo calibro che alle prodezze sul campo hanno accompagnato anche un fair play esemplare. Con il calcione a Balotelli nella finale di Coppa Italia, Totti ha incassato la 13/a espulsione della sua carriera romanista. ALESSANDRO ALTOBELLI - "C'è stato molto nervosismo - esordisce Alessandro Altobelli, ex attaccante dell'Inter, in esclusiva a Calciomercao.it - ma era prevedibile viste tutte le polemiche dell'ultima settimana. Questa finale è stata disputata dalle due squadre che sono state più continue. L'Inter ha dimostrato, ancora una volta, di essere la migliore, la più forte, sapendo anche cambiare in corsa e facendo giocare calciatori che durante la stagione sono stati poco utilizzati da Mourinho". Partita nervosa e nel finale il violento fallo commesso da Francesco Totti ai danni di Balotelli. "Ero sicuro che non passasse inosservato, un fallo di una cattiveria indescrivibile. Le immagini faranno il giro del mondo e non faranno fare una bella figura a Totti. Ma quello non e' Francesco Totti, è stato un momento di follia - conclude Altobelli a Calciomercato.it - Ha certamente sbagliato, ma mi auguro che questo gesto venga capito". ARRIGO SACCHI - Arrigo Sacchi invita a non crocifiggere Francesco Totti per il calcione rifilato a Mario Balotelli nella finale di Coppa Italia. «Una pagina triste, ma ce ne sono state tante nel calcio italiano, a cui Totti ha dato molto», dice l'ex ct azzurro. La colpa è «di tutti, siamo tutti colpevoli» per l'atmosfera insopportabile che si è creata intorno e dentro le partite. «Stanno succedendo cose che devono farci preoccupare», ha aggiunto. L'ex commissario tecnico della Nazionale, alla domanda su un'eventuale convocazione di Totti per i Mondiali e su casi simili da lui affrontati, ha risposto: «Tenerne conto? Non so se Lippi lo farà, io il ct l'ho già fatto. Errare è umano, l'importante è non ripetersi. Io non ho convocato giocatori importanti, come Zenga, Panucci ed altri, perchè avevano avuto comportamenti a mio giudizio non irreprensibili o deontologicamente non corretti. Bastava che rifiutassero una panchina nella loro squadra o mandassero a quel paese qualcuno. Forse ero troppo severo, in un mondo che non conosce regole». CARLO MAZZONE - Carlo Mazzone trova delle attenuanti a Francesco Totti per il gesto violento compiuto ieri nella finale di Coppa Italia. «Non mettiamolo in croce - dice a Calciomercato.it l'ex tecnico della Roma -. Bisogna anche dire che Balotelli è davvero un provocatore. Ci siamo già dimenticati che ha litigato con tutti? Con i tifosi, l'allenatore e con i compagni di squadra? È un tipo che offende, insulta. Balotelli deve aver offeso pesantemente Francesco - prosegue l'allenatore che ha lanciato il giallorosso -. Totti era entrato in campo nervoso, ma era normale, poi, evidentemente, l'interista gli ha detto qualcosa di eccessivo e lui non c'ha visto più: gli è corso dietro e gli ha rifilato un calcione». «J'è partita la brocca», dice in romanesco. «Perchè così nervoso? Probabilmente Francesco voleva giocare dall'inizio e non ha gradito la panchina - risponde Mazzone -, anche perchè a Parma aveva giocato bene, era stato determinante e probabilmente non se lo aspettava, ma queste sono scelte tecniche e noi non ne conosciamo i motivi. Vorrei sapere però che cosa Balotelli ha detto Totti, cosa è successo». Secondo Mazzone, comunque, Totti farebbe bene a scusarsi «perchè rivaluterebbe la sua immagine, aumenterebbe il suo prestigio. Nazionale a rischio? Non so, ma in ogni caso Francesco rimane un campione e un bravo ragazzo e questo dovrebbero ricordarselo tutti, sempre». Poi Mazzone ricorda un episodio che lo riguarda: «In Atalanta-Brescia fui insultato per tutta la partita dalla curva bergamasca, offese a mia madre e alla mia romanità: a fine partita corsi verso quei tifosi, è un gesto che mi costò la panchina della nazionale».
Caso Totti, esplode la polemica

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