Il campionato 1975-76 è quasi anonimo per la Roma, ma drammatico per la Lazio, che lo vive sempre in zona retrocessione e all'ultima giornata si trova a lottare con l'Ascoli per evitare quel terz'ultimo posto che significa serie B. Le due squadre sono appaiate a 22 punti e se la situazione rimarrà tale anche dopo l'ultima partita la Lazio sarà salva per la miglior differenza reti. Ma di mezzo c'è il particolare che i marchigiani devono giocare il loro match-salvezza all'Olimpico contro la Roma e il derby, si sa, è sempre derby. La Lazio, invece, è di scena in casa del Como, che finirà penultimo, ma che dopo mezzora vince 2-0, mentre al 34' Silva porta in vantaggio l'Ascoli all'Olimpico. All'intervallo la Lazio è in B, ma nella ripresa tutto cambia: Giordano e Badiani la portano sul 2-2 a Como e al 21' l'attaccante romanista Stefano Pellegrini fissa il definitivo 1-1 di Roma-Ascoli. Con quei due pareggi Lazio ed Ascoli chiudono insieme a 23 punti e in B vanno i bianconeri. Come reagirono i romanisti presenti allo stadio? «Subito dopo la rete sull'Olimpico calò il gelo. Solo un gruppetto di persone in curva nord la festeggiò, ma poi si venne a sapere che erano laziali venuti a tifare per la Roma. I nostri tifosi, invece, cominciarono a fischiare e a gridare anche qualche insulto». Ma voi, in campo, conoscevate i risultati degli altri campi? «Certo, li vedevamo scritti sui tabelloni. Ma quando giochi non ti metti a fare calcoli e se ti arriva la palla giusta l'istinto dell'attaccante e la professionalità ti portano comunque a buttarla dentro. Così fu per me, che da romanista segnai il gol della salvezza della Lazio». Se non ci sbagliamo fu anche una bella rete. «Per me sì, segnai di testa su cross di Morini e torre di Petrini.Ma era tutta la partita che dicevo al mio marcatore, Logozzo, di starmi vicino e controllarmi bene, perché se mi arrivava il pallone giusto avrei comunque segnato». In pratica la città visse una settimana identica a questa, con una fazione del tifo che si trovò a dover sostenere proprio la squadra avversaria. «Sì, anche se noi allora non avevamo particolari esigenze di classifica e quella partita potevamo vincerla o perderla, mentre oggi la Lazio deve ancora salvarsi».
"Quando salvai la Lazio dalla B"

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