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Sprint Champions

In mezzo alla solita contestazione e al becerume da stadio che non manca mai – soprattutto a Torino, dove ormai si sono toccati livelli inaccettabili, con gran parte del pubblico che fischia l'ignoranza delle due curve e non vuole rassegnarsi alla violenza che anche ieri ha fatto capolino nell'intervallo – la Juve batte il Bari 3-0 (Iaquinta, rigore di Del Piero e ancora Iaquinta) e si garantisce quanto meno la presenza nella prossima Europa League. Per la Champions ci sarà quasi certamente poco da fare, ma intanto la truppa di Zaccheroni ha dato un senso al proprio finale di stagione: probabile che sia troppo tardi, però la stagione va conclusa al meglio e lo spirito messo in campo è stato di quelli giusti. Partita discreta, tutto sommato: il Bari, senza nulla da chiedere al campionato se non l'ennesima bella figura, ha giocato a viso aperto e provato anche a vincere. Nel primo tempo, per esempio, c'è voluto il miglior Buffon per dire no a Koman, pericoloso un paio di volte sotto porta. La Juve comunque, rispetto ad altre volte, era più squadra, con un modulo che prevedeva Diego e Del Piero trequartisti dietro il solito impalpabile Amauri: l'ex giocatore del Werder Brema ha provato più volte il tiro in porta ieri che non nel resto del campionato e comunque le sue iniziative sono apparse spesso logiche e non buttate lì per caso come in tante altre occasioni.   Quando poi Zaccheroni si è deciso, nell'intervallo, a togliere Amauri per Iaquinta, la Juve ha cambiato marcia: il calabrese ha sfruttato al meglio una verticalizzazione di Diego (toh) e ritrovato il gol che – causa uno stop infinito, per problemi prima a un ginocchio e poi in mille altri posti – gli mancava addirittura dal 24 settembre. Sbloccato il risultato, la Juve non si faceva prendere dal panico: Gervasoni annullava un gol a Diego per fuorigioco (decisione giusta, ma arrivata in netto ritardo), poi però fischiava un rigore per fallo di Gillet sullo stesso brasiliano. Del Piero trasformava e chiudeva la partita, prima di rendersi protagonista di un siparietto un po' così con Zaccheroni, reo di volerlo sostituire mentre Marchisio era a terra infortunato e con due cambi già effettuati. Nel finale, il bis di Iaquinta era buono solo per le statistiche.

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