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La Roma vince e sogna

Una doppietta di Vucinic in campo e un'altra di Ranieri in panchina regalano alla Roma una rimonta nel soffertissimo derby con una Lazio rigenerata, e la conseguente possibilità di restare in vetta alla classifica con il sogno scudetto più concreto a quattro giornate dalla fine. SOSTITUITI TOTTI E DE ROSSI - All'inferno e ritorno è il tragitto della Roma che dopo un primo tempo inguardabile, ai confini della resa, cambia registro nella ripresa rimontando e vincendo. Ma ci vuole l'elettrochoc del cambio tecnico dei due simboli della squadra, Totti e De Rossi, per mutare la storia del derby. È una doccia gelata sulla faccia della squadra come a dire, qui non ci sono raccomandati. Ed è quello che ci voleva perchè la Roma2 è un'altra: meglio organizzata in campo, più incisiva, con un Vucinic sempre più uomo squadra. Il rigore, la punizione vincente e tanto giocate ne fanno il nuovo simbolo di questa squadra che non vuole mollare. Il controsorpasso all'Inter è un segnale forte che Ranieri lancia a Mourinho: il pallino rimane in mano alla Roma. LA PARTITA - La Lazio fa tutto il possibile per dare un'enorme soddisfazione al suo popolo. Nel primo tempo comanda le operazione, complice un tridente poco protetto che Ranieri forse non del tutto convinto schiera. Capitan Rocchi a differenza di Totti indovina appieno la gara: segna un gol di agilità e mestiere, spesso è imprendibile. Bene Ledesma, che poi guasta tutto facendosi espellere nel convulso finale, gli esterni Radu e Kolarov, Mauri e Andrè Dias. Tutti danno l'anima e anche nella ripresa, di fronte ad una Roma potenzialmente più forte, sfiorano il pari ma è comunque una squadra che merita una posizione meno traballante in classifica. Ma il rigore sbagliato da Floccari a inizio ripresa è lo spartiacque della partita. TAFFERUGLI IN TRIBUNA - Sul 2-0 la rimonta sarebbe stata probabilmente una chimera Una Roma orgogliosa rimane in vetta alla classifica: Julio Sergio para il rigore di Floccari e dà la scossa alla squadra che rimonta e vince ma la difesa del primo tempo, in particolare Burdisso, è carente mentre, oltre a Vucinic, è Pizarro l'altro pilastro della squadra per la sua continuità e capacità di leggere le partite. Molto importante anche il lavoro di Toni che sgobba dall'inizio alla fine e fa salire la squadra. Ranieri vince la gara coi i cambi: anche Menez e Taddei danno sostanza mentre De Rossi sente troppo le stracittadine e Totti è ancora alla ricerca della migliore condizione. Il prologo è fatto di tafferugli in tribuna Tevere con l'intervento delle forze dell'ordine, poi la coreografia ricca e appassionata riporta la gara ai suoi giusti contorni e la Roma prova a fraseggiare, poi si limita a lunghi lanci improduttivi. VANTAGGIO LAZIO, POI IL RIGORE SBAGLIATO - Al 5' la Lazio già deve cambiare: Toni colpisce involontariamente Stendardo al naso e il difensore sanguinante lascia spazio a Biava. Ma è la Lazio che sfrutta meglio le fasce con le sgroppate di Kolarov e la Roma appare imballata. L'idea vincente è di Ledesma al 14': vede la difesa sguarnita e lancia Rocchi che elude un impacciato Burdisso e supera Julio Sergio in uscita. È un duro colpo per la Roma che appare 'groggy'. Molti errori soprattutto a centrocampo permettono alla Lazio, più fresca e più sciolta, di controllare e di riproporsi. Reja distribuisce bene gli spazi e le ripartenze sono sempre insidiose. La Roma non c'è e lo prova il fatto che vengono ammoniti i suoi due uomini simbolo De Rossi (un'entrata assassina su Floccari per la quale rischia il rosso diretto) e Totti per un colpetto in faccia a Dias. E Ranieri accetta di buon grado di chiudere il tempo senza più gravi danni. FUORI I SENATORI ROMANI - Ma negli spogliatoi va giù di bisturi: fuori Totti e De Rossi, irriconoscibili, dentro Taddei e Menez. Non c'è neanche il tempo di assestare lo schieramento che la Lazio ha il colpo del ko. Cassetti stende Kolarov (rimane qualche dubbio se dentro o fuori) ma Floccari si fa ipnotizzare da Julio Sergio che respinge. La Roma si riorganizza e trova l'occasione giusta al 7': Taddei in area viene steso da Kolarov. Fuori Totti e De Rossi tocca a Vucinic presentarsi sul dischetto e il montenegrino non fallisce riaprendo la partita. La Roma insiste ma la Lazio in contropiede è pericolosa al 13': Rocchi si beve mezza squadra poi ci pensa Cassetti a recuperare. VUCINIC, CHE DOPPIETTA - Ma la Roma è cambiata anche nella testa e attacca ora con costrutto: al 18' Menez viene steso da Radu ai limiti dell'area. Si pensa ad una punizione di Riise ma sulla palla va Vucinic che con una fiondata violentissima lascia impalato Muslera e la curva Sud esplode di gioia. Al 27' un tiro di Menez viene rimpallato poi Reja tenta il tutto per tutto inserendo Zarate che porta scompiglio nel settore destro. Al 31' un suo tiro viene respinto. Poi è una girandola di cambi, la gara si incattivisce, si infittiscono le ammonizioni e Ledesma viene espulso. Al fischio finale si rischia un'altra rissa, poi i giallorossi vanno a ricevere l'abbraccio della curva Sud. L'Inter rimane sotto di un punto a quattro gare dalla fine, la parte giallorossa della capitale può fare festa e sognare.

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