Cento giorni, più uno. È il tempo trascorso dall’addio di Spalletti alla panchina della Roma, al suo nuovo incarico. Ampiamente annunciato sulle colonne di questo giornale e che ieri è diventato ufficiale. Spalletti è il nuovo allenatore dello Zenit di San Pietroburgo, club russo con il quale ha firmato un contratto per i prossimi tre anni con un ingaggio che supera abbondantemente i tre milioni di euro a stagione: più premi. Una bella cifra per un altro pezzo che si stacca dal mosaico già ampiamente incrinato di un calcio italiano ormai definitivamente sceso dall'elite europea. La «fuga dei cervelli» la chiamano in altri ambiti e il nostro calcio si sta omologando al resto del Paese, consegnando al campionato russo uno dei tecnici più talentuosi che è stato in grado di produrre. Per i russi dello Zenit c'è voglia di riscatto dopo il terzo posto conquistato nell'attuale campionato e il bis del Rubin Kazan che da due anni ormai domina il torneo russo. L'obiettivo è proprio questo, riconquistare la leadership interna e lasciare un'impronta in giro per l'Europa. Sarebbe il progetto di «vincere la Champions in tre anni», la cosa che avrebbe convinto Spalletti ad accettare le advances del presidente del club russo che già da qualche mese gli faceva la corte. nell'incontro del 1 ottobre in una lussuosa dacia russa, Spalletti avrebbe promesso di valutare seriamente l'offerta: anche se le «solite» malelingue parlano di accordo già fatto nellos corso 14 agosto, quando cioè Spalletti era ancora sulla panchina della Roma. Cosa che cambierebbe non poco l'uscita in grande stile del toscano che, nell'abbandonare la panchina giallorossa dopo due giornate di campionato, aveva rinunciato a molti soldi: ma probabilmente si tratta solo di gossip da radiocalcio. A San Pietroburgo Spalletti porterà con se quasi il suo staff quasi al completo: il vice Domenichini, Andreazzoli e Baldini. Bertelli invece resterà alla Roma. Il pensiero però corre veloce ai «fedelissimi» di Spalletti che potrebbero seguirlo nella sua nuova avventura: Pizarro su tutti, ma anche Perrotta che proprio con il tecnico toscano aveva ritrovato gli stimoli giusti e una maglia da titolare per il mondiale vinto in Germania. Di sicuro in Russia Spalletti troverà ad aspettarlo quel Rosina emigrato all'Est per scampare al disastro del Torino. «È uno dei migliori tecnici a livello nazionale e internazionale - ha commentato la notizia - con lui lo Zenit fa un grande salto di qualità. Poi fa molto piacere che ci sia un altro italiano». E all'ex tecnico giallorosso non potevano mancare gli auguri di colui che ha ereditato la sua panchina: Ranieri. «Gli auguro una grande fortuna, è un'opportunità importante confrontarsi con un altro calcio e un'altra lingua. È un successo per la squadra degli allenatori italiani e per la scuola di Coverciano».
Spalletti allenatore dello Zenit
