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Italia, vince la noia

Zero gol e pochissime emozioni. Italia-Olanda non passerà certo alla storia per lo spettacolo offerto in campo. L'Olanda non è però Malta o Cipro per cui è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno in attesa di tempi migliori. Prima del fischio d'inizio il capitano dell'Olanda Van Bronckhorst consegna un assegno di 25 mila euro ad un rappresentante dell'Aquila. La gara si apre con un fuoriprogramma. Al 4' entra in campo indisturbato un tifoso che espone una maglietta biancazzurra (con su scritto «Cassano in nazionale»), prima di essere fermato dagli steward. L'avvio è all'insegna dell'equilibrio. Al 6' però gli azzurri si mostrano già propositivi con Gilardino che mette al lato da buona posizione. I ragazzi di Lippi sembrano ben disposti in campo al cospetto di un'Olanda che invece fatica a portarsi dalle parti di Buffon. Gli orange si vedono per la prima volta in avanti al 20' quando l'estroso Kuyt sfiora il palo dal limite facendo correre un brivido a ventiduemila dello stadio Adriatico. Al 24' è la volta dell'esordiente Candreva che ci prova dai venticinque metri, trovando la deviazione di un avversario.   L'Italia controlla ma non riesce a costruire vere azioni da gol. Al 28' è il turno dell'altro volto nuovo Palladino che impegna a terra l'estremo olandese. Sul finire del tempo arrivano poi gli immancabili (nelle gare degli azzurri) cori dei tifosi per Cassano. Cori di una minoranza dello stadio, ma pur sempre distinguibili. Nulla a che che vedere con quanto accaduto qualche settimana fa a Parma quando l'intero stadio invocò la convocazione per l'attaccante barese attualmente in forza alla Sampdoria. In campo regna invece ancora l'equlibrio con i portieri quasi inoperosi. Sugli spalti si fanno invece sentire i tifosi delle due squadre e soprattutto gli italiani con l'immancabile ola. Il vero spettacolo è quello che si vede sugli spalti. In campo la gara appare bloccata.   A vivacizzarla sul finire di tempo ci prova ancora Palladino che su angolo di Pirlo alza di poco oltre la traversa. Nella ripresa si ripresentano in campo le stesse squadre del primo tempo. La girandola delle sostituzioni è però solo rimandata. Il primo sussulto (si fa per dire) è di marca olandese con una conclusione di De Jong che non inquadra lo specchio della porta. Il gioco continua a latitare, ma sugli spaltti i tifosi fanno festa. Lippi si agita dalla panchina. Nel mirino del ct azzurro c'è soprattutto Van Bommel "colpevole" di interventi piuttosto duri ai daanni di Pirlo e compagni. Al 10' ovazione deell'Adriatico per l'ingresso in campo dell'altro abruzzese (dopo Grosso) Rossi. Al 19' l'Italia ha una fiammataa con Grosso che innesca l'azione offensiva. L'ultimo tocco è poi di Camoranesi che scarica addosso ad un difensore olaandese. La risposta degli ospiti è affidata ad Heitinga che mette al lato da buona posizione. Dopo tante sostituzioni l'Italia trova il gol con Pazzini, ma l'arbitro annulla per un tocco con la mano. Si strozza in gola l'urlo dell'Adriatico, con il finale che non riserva grandi emozioni. Per il gioco e per i gol l'appuntamento è rimandato lla gara di Cesena con la Svezia.

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