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Mou contro tutti

MILANOIl mestiere delle armi e dell'allenatore. José Mourinho indossa la corazza del samurai ed è pronto a gettarsi nel fuoco del campionato che lui stesso ha attizzato. Altro che spegnere le braci della polemica con Marcello Lippi: il portoghese usa la conferenza stampa ad Appiano Gentile il giorno prima di Inter-Bari per lanciare l'urlo di battaglia. «Mi piace molto il rumore dei nemici, è fantastico», risponde all'ennesima domanda sul confronto con il ct della Nazionale, che ha detto «scudetto alla Juve». Sorriso a fior di labbra, concetti arroventati: «Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero, è bastato così poco... - osserva Mourinho -.Sono tutti qui! Ma è una sfida che mi piace perché così è più difficile». Stavolta Lippi se la cava con qualche altra punzecchiatura. Chi vincerà il Mondiale?, butta l'esca un giornalista. Brasile, Argentina, diverse nazionali europee, magari ci sarà una sorpresa africana: lo Special One non nomina l'Italia. L'attacco diretto tocca a Luciano Spalletti, che aveva preso le parti di Lippi e definito irrispettosa la battuta sugli «zero tituli». «Il vostro amico Luciano - dice Mourinho ai cronisti - ha mancato di rispetto a me in conferenza stampa dopo un Inter-Roma (1 marzo scorso, 3-3 a San Siro con rigore molto discusso per i nerazzurri: Spalletti disse che il collega doveva stare zitto sugli arbitri, ndr). Lavori meglio, perché con la squadra fantastica che ha, può vincere tutto». Contro il Bari l'Inter giocherà ancora con il 4-3-1-2: Vieira al posto dell'infortunato Cambiasso come vertice basso del rombo (il francese ha fatto sapere che vuole restare), Dejan Stankovic dietro le punte, aspettando Sneijder. L'alternativa è il 4-3-3, non ora però.

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