Èancora calcio d'agosto, ma la Lazio fa sul serio: dopo aver superano l'Inter nella finale di Supercoppa di Lega, i biancocelesti battono per tre a zero l'Elfsborg nell'andata del quarto turno preliminare di Europa League. Segnano Kolarov, Zarare e Mauri. Ballardini per l'esordio in Europa League sceglie per nove undicesimi la formazione vista in campo a Pechino con l'Inter: fuori Diakitè e capitan Rocchi, nella mischia Cribari e Cruz. Dopo quasi due anni i biancocelesti tornano ad essere protagonisti in campo internazionale: l'ultima volta era stata l'11 dicembre 2007 a Madrid - in Champions - per un 3-1 finale che lasciò poco spazio alle recriminazioni con tre gol subìti in meno di mezz'ora. La Lazio ha un ottimo approccio alla gara: determinata, concentrata, mai superficiale. Consapevole della propria forza, non sottovaluta l'avversario. In avvio Zarate prova a rendersi pericoloso dal limite dell'area con un destro a girare che si perde alla sinistra del portiere ospite. All'8' l'argentino cerca ancora la via della rete: l'esecuzione è buona, il tiro è centrale. La Lazio ha difficoltà a trovare spazi nel 4-2-3-1 messo in campo dal tecnico Haglund: l'Elfsborg riesce a mantenere le giuste distanze tra i reparti, e quando può, riparte pericolosamente. Svedesi vicinissimi al vantaggio dopo 12 minuti. Avdic tenendo a distanza Lichtsteiner, calcia a botta sicura: il suo sinistro si stampa sul palo. La Lazio fiuta il pericolo, gestisce il pallino del gioco e piazza l'affondo vincente. Al 23' Kolarov scende sulla fascia e, arrivato ai 20 metri, lascia partire un sinistro esplosivo che fulmina Covic. I biancocelesti avrebbero l'opportunità di chiudere il conto due minuti dopo, se non fosse per la posizione irregolare di Cruz, pronto a ribadire a rete da pochi passi un tiro di Lichtsteiner respinto goffamente dal portiere avversario. Al 35' Zarate archivia la pratica: parte sulla trequarti, cambia passo, si porta la palla sul destro e batte a rete con un tiro a girare che sorprende Covac. Due a zero. Sessanta secondi dopo i gol potrebbero diventare tre con Cruz, ben servito da Brocchi, che di sinistro in diagonale non trova lo specchio. Nella ripresa la Lazio controlla senza sperperare energie, l'Elfsborg si affaccia in un paio di occasioni dalle parti di Muslera, bravo prima a bloccare un calcio di punizione velenoso di Danielsson, poi a distendersi sulla sua destra per deviare un tiro di Svensson, infine ad alzare sulla traversa una conclusione ravvicinata ancora del centrocampista svedese. La Lazio è tutta nei numeri di Zarate che delizia il suo popolo con giocate d'alta scuola. L'ultima è l'assist per Mauri che chiude la pratica. Qualificazione in tasca ed esame superato: la Lazio di Ballardini va avanti a gonfie vele.
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