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Rossi: aspetto Lotito

«Ho avuto un colloquio con il presidente Lotito la settimana scorsa, si è preso tre-quattro giorni di tempo per rifletterci sù - in realtà ne son passati già nove n.d.r. - le nostre opinioni sul futuro non sono poi così distanti, entrambi vogliamo il bene della Lazio». L'allenatore è sereno più del solito. Il risultato conta solo per l'onore sportivo e per i bianconeri, desiderosi di difendere la seconda piazza in campionato. «Andiamo a chiudere una stagione in cui potevamo far meglio - ammette l'allenatore - ci terrei a far bene. Contratto? La Lazio ha la priorità, ma sono stato avvicinato anche da altre società, sia in maniera diretta, che indiretta: con gli altri non potrò parlare fino a domani (oggi n.d.r.). Non c'è distanza tra me e il presidente su quello che serve a questa squadra: conosco la società, so quello che possiamo fare e non mi verrebbe in mente di chiedere cose che non sono alla portata della società. Cessioni eccellenti? No ho fatto questo tipo di richieste, anche perchè ditemi voi chi c'è di eccellente nel gruppo che ho a disposizione. Con il presidente abbiamo parlato soprattutto di quello che non è andato nel corso di questa stagione, mi aspetto una sua convocazione». Dopo quattro anni il tecnico si trova a un bivio, nel frattempo traccia un bilancio del suo periodo sulla panchina biancoceleste. «Sono convinto che valga ancora la pena impegnarmi nel progetto Lazio. Il lavoro migliore paradossalmente l'ho fatto l'anno scorso dove i risultati sono stati deludenti. Tutto poteva finire a carte 48, invece abbiamo fatto un lavoro importante, di preparazione a questa stagione in cui siamo riusciti a conquistare un trofeo che rimarrà nella bacheca. Non mi è mai venuta in mente l'idea di andarmene da vincitore». Lotito, nonostante le smentite di rito, si sta comunque guardando intorno: Delio Rossi condivide l'atteggiamento del suo presidente. «Mi sembra normale che il presidente stia incontrando altre persone - ammette l'allenatore di Rimini - so quanto valgo, lui può contattare chi vuole». Il toto-allenatore andrà ancora avanti tra silenzi, interpretazioni, voci. L'ultima è quella che arriva da Palermo, dove l'allenatore Ballardini ha chiesto al presidente Zamparini di andar via. «Io avrei contattato Ballardini? Non mi risulta - ha dichiarato il presidente laziale Lotito - non ho mai parlato con lui. Con Zamparini abbiamo un buon rapporto, se avessi avuto la necessità di parlare con Ballardini lo avrei chiamato. Il sottoscritto non ha ancora attivato nessuna iniziativa per cercare un'alternativa. Rossi ha detto di essere stato contattato da altre società? Una cosa che la Lazio non ha fatto. Avevamo allestito una squadra che poteva giocarsela alla pari con tutti e sulla base di questo dobbiamo fare le nostre scelte. Con Rossi mi devo incontrare di nuovo: lui ha posto dei problemi per rimanere, devo capire se sono superabili o no». Qualora non lo fossero, ci sono Zenga o Allegri, sogno «proibito» del presidente.

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