C'eranoproprio tutti, al Meazza, per la festa scudetto, invano un buon Siena ha tentato di immalinconirla. Mourinho, anche qui la sua grandezza, è riuscito a tenere concentrata e convinta una squadra che aveva ballato in strada fino alle due di notte. Tanti sorrisi, niente veleni, tutto divertente, a partire dal lungo siparietto tra Ibra che chiedeva la sostituzione e Mou ostinato nel negargliela, fino fargli firmare il ventiduesimo centro stagionale. Ragionevole, invece, la standing ovation concessa a Julio Cesar, eroe della stagione. L'Inter sorpassa quota ottanta, ha ancora due occasioni per un più sostanzioso bilancio finale. Sembrava che alle spalle dei campioni, già insigniti ben prima del timbro della matematica, le posizioni si fossero fossilizzate, invece è proprio la zona Champions a regalare palpiti a una stagione vicinissima al congedo. Le due labili insidie per la capolista, prima la Juventus e poi il Milan, rischiano entrambe di dover giocare i preliminari, per colpa della Fiorentina che, come l'Udinese, ha preso a volare dopo avere esaurito i pesanti impegni di Coppa Uefa. segue a pagina 24
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