Sport

Rossi sì o Rossi no?

Delioo non Delio? «This is the question», direbbe Lotito se leggesse Shakespeare anziché Cicerone. Dal canto mio penso che Rossi sia una bella persona e uno sportivo ancorato a valori solidi. Penso che queste sue virtù, unite alla modestia, siano molto laziali, e che gli vogliamo bene perché in questo ci ricorda Tommaso Maestrelli. Penso che la sua vocazione offensivista e la cura della preparazione atletica lo facciano assomigliare anche a un altro ex allenatore molto amato dal popolo biancoceleste, Zdenek Zeman. Né, infine, scordo certi indimenticabili derby coi cugini «zero tituli»... Però penso anche che quest'anno Delio Rossi ha già perso l'enormità di 16 partite su 35 (di cui 7 in casa), che ha dimostrato una preoccupante incapacità di gestione del cosiddetto «spogliatoio» e che in campo non ha quasi mai saputo raddrizzare le situazioni negative. Che troppo spesso ha privilegiato certi suoi «pallini» (da Meghni a Del Nero, tanto per non fare nomi) ai danni, magari, di qualche promettente «primavera». Non dimentico che osteggiava persino Zarate e che per la paura di scegliere ha versato la sabbia del «tridente» nell'oliatissimo meccanismo di inizio campionato. Né posso ignorare i suoi mal dissimulati dissapori con Lotito. Facendo una somma algebrica, insomma, ritengo che «Mister Coppa Italia» abbia fatto il suo tempo e che sarà meglio per tutti, a cominciare da lui stesso, se la Lazio volterà pagina, riservandogli gratitudine e un posto non di secondo piano nella galleria degli uomini che hanno scritto la sua piccola grande storia.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.