RosellaSensi gli tende la mano, Spalletti tira la sua indietro. Dopo la conferma e l'offerta di rinnovo fatte pervenire dal presidente al tecnico attraverso Roma Channel, il toscano prova a liquidare in fretta l'argomento con freddezza, alla vigilia della delicata trasferta di oggi pomeriggio a Cagliari. Una prova in più di quanto si senta lontano dal progetto giallorosso, mai così pieno di punti interrogativi. La Sensi ha assicurato che l'allenatore «rimarrà con noi anche oltre il 2011», Spalletti, invece, si limita a ripetere quanto detto negli ultimi tempi: «Ci dovremo comunque incontrare a fine stagione». Non può e non vuole andare oltre, in attesa che le squadre interessate a schiodarlo dalla panchina romanista - Milan ma soprattutto Juve - si facciano vive. «Gli attestati di stima fanno sempre piacere - prosegue il tecnico - ma con il presidente mi incontrerò a fine stagione anche se già sa come la penso: ci siamo parlati e lo rifaremo. Per conoscere le intenzioni della dottoressa Sensi, bisogna domandarlo a lei. Il fatto che parli per comunicati penso sia un modo per non dare spazio alle interpretazioni. Io con la proprietà mi ci vedo quando voglio e quando lo farò dirò quel che sentirò sia più giusto dire. E ai tifosi verranno dette le cose quando sarà il momento». La sensazione si fa sempre più netta: Spalletti è orientato a cambiare aria. Dopo aver criticato la proprietà per averlo tenuto all'oscuro della vicenda-Soros, ora non vuole alimentare il nuovo caos che circonda la società. «Ogni giorno parte un treno - dice Spalletti riferendosi all'intervento di Francesco Angelini - invece il viaggio che dobbiamo fare noi è impegnarci al massimo: non è che tutti i giorni si possa cambiare destinazione o biglietto. Il viaggio nostro è quello di cercare di portare a casa il massimo risultato possibile». Che ormai si chiama sesto posto e conseguente ingresso in Europa League. «Arrivare sesti non è poi così brutto come si pensa. È che ultimamente eravamo abituati bene con l'Europa, ma anche l'altra è una coppa importante. A livello di prestigio anche sarebbe comunque importante per la società giocarla: dà visibilità e noi abbiamo l'imposizione di dare il massimo fino alla fine del campionato». A Cagliari, dove la Roma non vince da ben quattordici anni, sfiderà uno dei tanti candidati alla sua successione nella Capitale. «Allegri è come me ai tempi di Udine? Io quattro anni fa ero già pelato - scherza Spalletti - lui mi sembra bravo sul campo, io non so quello che ero. Per noi è una gara che rappresenta molto perché c'è in ballo una posizione importante di classifica da raggiungere, un posto che può dare dei vantaggi. Noi poi dobbiamo fare bene da qui alla fine soprattutto per il momento che attraversiamo». Ancora lunga la lista degli indisponibili: Doni, Juan, Cicinho, Baptista e Aquilani, mentre Riise non ci sarà per squalifica. Nella rifinitura Perrotta ha preso un colpo alla caviglia: è partito lo stesso ma il provino di ieri sera è stato negativo. Andrà in tribuna. Possibile il ritorno al modulo con il rombo a centrocampo, come richiesto da alcuni giocatori in settimana. In quel caso Pizarro farà il trequartista dietro la ritrovata coppia Totti-Vucinic e Taddei potrebbe finire in panchina. Allegri ha comunicato alla vigilia la formazione: Acquafresca va in panchina.
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