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«Si può fare»

Èiniziata la discesa, o almeno il Gp di Roma sembra aver scollinato le prime, giustificabili, perplessità sulla sua fattibilità. Ieri un passo fondamentale verso la realizzazione dell'ambizioso progetto ideato da Maurizio Flammini (già patron del mondiale Superbike), è arrivato dalla parole del presidente della Fota e della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Dopo la chiusura delle scorse settimane, anche il numero uno di Maranello ha «aperto» al Gp dell'Eur. E lo ha fatto, evidentemente, dopo aver parlato a lungo della questione con il patron della F1 Ecclestone. Così il no espresso al primo approccio all'evento in programma nel 2011, è diventato un «perchè no». «Se il costo del Gp di Formula Uno a Roma sarà totalmente sostenuto da privati, come sembra possibile anche dopo averne parlato oggi (ieri, ndr) con Bernie Ecclestone, credo sia interessante valutarne fino in fondo la fattibilità». Come dire «facciamolo»!!! Quindi il presidente della Ferrari argomenta il suo cambiamento di posizione, nel quale però resta fermo all'altra gara che si disputa in Italia: Monza. «Il progetto ha destato opinioni diverse e, da parte mia, anche dubbi. Per la sua particolarità questa gara non dovrà fare concorrenza a eccellenti circuiti permanenti come Monza. In ogni caso si dovrà guardare a come poterlo includere nel calendario del campionato, perchè ci sono molti paesi emergenti che vogliono ospitare una gara iridata». E chiude provando ad agguantare la prima pole di quello che potrebbe diventare il Gp più interessante e suggestivo del circus: «Se il Gran Premio a Roma si farà - la chiosa di Montezemolo - la Ferrari si preparerà nella maniera migliore, cominciando a frequentare presto l'Eur perchè vorrà arrivare prima». Sorride Maurizio Flammini che inizia a toccar con mano i primi frutti del lungo lavoro progettuale a monte dell'«idea» Gp di F1 a Roma. L'ingegnere romano ha messo nelle mani dell'architetto Hermann Tilke, ideatore e progettista di tutti i circuiti moderni, il mandato per disegnare il tracciato (anticipato da Il Tempo) che si svolgerà all'Eur. Uno studio di fattibilità che verrà presentato entro fine marzo e che darà a tutti (politica, autorità, sponsor e cittadini) le risposte su costi e impatto ambientale. Realizzarlo dovrebbe costare attorno ai 50 milioni tutti di origine privata, ma sarà in grado di riportare su Roma introiti per circa 2 miliardi di euro in quattro anni: il tempo necessario affinchè gli investitori entrino e credano nel progetto.

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