Il grido d’allarme stavolta arriva da dentro il mondo del pallone: il calcio rischia di saltare. Parole e musica di Claudio Lotito, presidente della Lazio, uno dei dirigenti della Lega calcio che sta cercando di ridurre i costi e salvarsi dallo tsunami della crisi economica globale. Il numero uno biancoceleste che in cinque anni ha risanato un club preso come ama spesso ripetere lui «al funerale, con oltre 500 milioni di debito consolidato», lavora con i colleghi per fronteggiare problemi economici strutturali ingigantiti dalla recessione mondiale. Ha chiuso l’ultima trimestrale al 31 gennaio con un saldo positivo di 8,1 milioni di euro per confermare che i conti della Lazio sono sotto controllo grazie a una politica equilibrata tra costi e ricavi. Ieri Lotito ha ripetuto ai microfoni di Radiosei quello che tutti sanno ma che nessuno vuole dire. Si rischia di fare il botto e già nelle prossima estate molte squadre di B e forse anche qualcuna di A potrebbe sparire dal panorama calcistico nazionale: «Diversi miei colleghi presidenti a fine anno avranno problemi ad iscriversi al campionato, la Lazio no. Sono da sempre in controtendenza con un sistema che prevede l'equazione non veritiera "più spendi più vinci". Tante società, l'esempio di oggi è il Milan, non ottengono i risultati che vorrebbero ottenere pur investendo molto sul mercato. Ma, vedrete, dal prossimo anno non sarà più così. Alcuni patron contrarranno i costi e non faranno investimenti. In molti, compresi Moratti e Berlusconi, si sono stancati di rimettere cifre importanti (ogni anno sono costretti a ripianare buchi di bilancio di oltre cento milioni di euro). Oggi non ci sono più i margini di carattere economico-finanziario che consentono a chiunque di rimettere cifre importantissime». Ma non è solo l’Italia ad avere problemi anche in Spagna e soprattutto in Inghilterra si rischia il crack finanziario. Lotito spiega: «In Premier League stanno per approvare una norma, già usata in Italia, che non permetterà ai club in difficoltà di iscriversi alle coppe europee (il Liverpool è uno di questi, ndr). Ma anche in Italia sono molte le società che nell’ultimo mercato hanno venduto parecchi calciatori per bilanciare le uscite». Chiaro il riferimento alla Fiorentina che ha ceduto Pazzini e Osvaldo nella sessione di gennaio per bilanciare il grande ma dispendioso mercato estivo. E la situazione non è destinata a migliorare, anzi nel 2010 il bubbone potrebbe scoppiare definitivamente. In settimana c’è da eleggere il nuovo presidente di Lega, probabilmente un manager esterno al clacio, che avrà il compito tra qualche mese di andare a discutere con Sky e non solo il nuovo contratto televisivo collettivo della serie A. Un passaggio fondamentale come spiega il presidente della Lazio: «I grandi club avranno meno soldi e investiranno meno sul mercato delle piccole. Sarà durissima. L’unica salvezza, come dico da alcuni anni, sono gli stadi di proprietà che permetteranno alle società di avere maggiori ricavi per sopravvivere». Ma questa è un’altra storia e Lotito spera che il sindaco Alemanno mantenga le promesse elettorali e gli permetta di costruire finalmente il nuovo impianto della Lazio.
Il nostro calcio sull'orlo della crisi
